martedì 27 dicembre 2011

statistiche disperate – manicomio mon amour

secondo blogger.com nell’anno 2011 “scappatodicasa” è stato visitato da 9.328 pazzi.
per la questura i pazzi sono stati 28.
per gli organizzatori i pazzi sono stati nove milioni.
nessuno ha incendiato cassonetti.
forse l’unico modo per conoscere il dato corretto è fare un’indagine audiweb nei manicomi.
comunque: 9.328, novemilatrecentoventotto, è davvero tanta roba.
sono un bloggista fortunato.
grazie. anzi, abbondiamo che è tempo di tacchini ripieni: grazzie!

ci si vede o ci si sente o ci si legge presto.

ah, dimenticavo. ti avevo promesso qualcosa di melenso per le feste.
ho cercato tra i miei cidì una bella canzone natalizia da dedicarti ma l’unica che c’entra qualcosa con la sacra famiglia fa così: “musica, musica, musica… della madonna! gente, gente, gente… divertente!”.
allora ho trovato su internet “silent night”. è una roba detestabile. ma almeno in questo caso la canta e la suona ben harper.
il gatto mi si è commosso durante lo streaming e per l’emozione ha pisciato fuori dalla lettiera. a san silvestro lenticchie alla cantonese.

venerdì 23 dicembre 2011

mangiatoie disperate – control c control v

sì, questo è lo stesso post di auguri natalizi che ho pubblicato l’anno scorso.
ho fatto copia e incolla.
come sistema è sano. lo faccio anche al lavoro e non si è mai lamentato nessuno.
e poi è già tanto che mi sono ricordato.
tienilo da parte anche per il 2012: l’azienda che mi regalava ogni anno il calendario da scrivania è fallita, e io non mi ricordo mai se natale è il 25 o il 26 dicembre. organizzati tu con gli auguri. io faccio quello che posso.
adesso ti lascio, che per arrotondare lo stipendio devo andare a lavare le mangiatoie dei presepi viventi sui navigli.
baci

metiu
(casalingo disperato scappato di casa gran marchesino della schiscetta principino del microonde e orsetto lavatore di presepi)

nota 1: seguirà a breve post di natale farlocco con le lucine colorate e finto melenso per far contenti i bambini grassi che cantano in tele, i nonni, whoopi goldberg e i cani col cappotto.

nota 2: grazie di cuore a maurizio milani, che mi ha insegnato a usare a sproposito la parola “sano” e molto altro. anche se non ti conosco, sappi che ti voglio bene.

mercoledì 21 dicembre 2011

censimenti disperati – i cavalieri dello jedi

hai sentito di quei tizi della repubblica ceca che venerano i cavalieri dello jedi di “guerre stellari”? niente di male, ognuno ha le sue: c’è chi prega davanti alla ciocca di capelli del santo, chi pensa che il pappagallo dello zoo sia la reincarnazione del bisnonno, chi guarda il telegiornale di rai uno senza essere obbligato e chi manda e-mail alla domestica dei “jefferson” (non mi ha ancora risposto, ‘sta culona).
il punto è che questi quindicimila cittadini cechi l’hanno scritto nel questionario del censimento alla voce “religione professata”.
sono arrabbiato perché nel mio questionario questa possibilità non esisteva: e chi sono io? il figlio di cenerentola?
a pensarci ci sarebbe stato da sbizzarrirsi. per esempio, io mi sarei professato adepto praticante di lupin terzo e di fede vulcaniana, avrei scritto che vorrei sposare éowyn, la principessa di rohan, che prima di uscire con una ragazza rivolgo sempre una preghiera al sam di “provaci ancora sam”, e che per sfidare i segreti conservati nel mio frigo disperato mi servo degli insegnamenti dell’indagatore dell’incubo, dylan dog.
a pensarci mi ci voleva un modulo a parte, giuda ballerino.

domenica 18 dicembre 2011

sono uscito a prendere una boccata d’arte

parigi. mezzanotte. un sognatore. la pioggia. quelle musiche. gli scrittori. le passeggiate. le battute che sembrano schegge. il romanticismo che non puzza di miele.
e hansel-va-un-casino-quest’anno che sembra un attore.
c’è in giro un bizzarro signore di settanta e passa anni che è ancora capace di venirmi a prendere con una macchina magica per portarmi dentro un cinema a prendere una boccata d’arte.
ho fatto bene ad aspettarlo, al solito posto.

giovedì 15 dicembre 2011

fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia) – “giurassic offis 2.0”

non c’è tempo da perdere: dopo la riforma delle pensioni si rende necessaria una nuova puntata della rubrica “fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia)”.
l’impresa che questa volta ti propongo di aprire è specializzata in forniture per uffici. oltre alla carta a4 per quando finisce l’igienica e alle penne biro da masticare in riunione, la “giurassic offis 2.0” – la chiameremo così – anticipa il trend del mercato fornendo da subito una serie di prodotti innovativi per il benessere degli anziani che popoleranno le scrivanie.
eccoli nel dettaglio:

cialde di pastina solubile per la macchinetta del caffè.
sostituzione di “autluc express” della maicrosoft con “c’è posta per te” della de filippi.
dentiere usa e getta per la manager competitiva che vuole ancora mordere sul collo l’altra manager competitiva senza dover affrontare la successiva riunione a gengive nude.
viagra per dirigenti over 80 in caso di relazioni extraconiugali con la manager sdentata.
pausa pranzo anticipata alle 11 e 57 fatta precedere da annuncio vocale sulla intranet: “alura, l’è prunt?”.
set di foto di nipotini generici per salvaschermi.
app blecberri per scaricare il podcast della “vita in diretta” con mara venier.
bagni mobili modello cantiere edile in caso di coda dei prostatici alle toilette fisse.
viakallo per ingannare la noia durante le riunioni.

la rubrica “fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia)” è realizzata in collaborazione con la camera di commercio delle risaie.
scappatodicasa.com è un blog di servizio per lettori disperati.

lunedì 12 dicembre 2011

cinemi disperati, amici talismani e pupe sballate. con sondaggio

serve il tuo aiuto.
ti spiego perché: un amico, singol, va al cinema con una ragazza, singol. i due si sono già visti qualche mese fa per un aperitivo. nell’occasione lei gli racconta di essere agli sgoccioli con il fidanzato.
ora, s-fidanzata, gli propone un film. lui accetta con entusiasmo.
passano una serata carina: cinema, passeggiata e quattro chiacchiere. arrivato a casa, mi racconta, si trova un sms della buona notte sul telefono.
“è interessata”, pensa.
al mattino seguente nuovo messaggino dalla pupa. che fa così: “ciao, dormito bene? la serata con te è stata di buon auspicio: questa notte alle tre mi è arrivato un sms di disgelo dal mio ex”.

ti propongo allora un sondaggio per trovare la risposta più adatta all’sms. e m’impegno a riportare fedelmente i risultati all’amico che ti sarà riconoscente.
sotto trovi sette proposte non vincolanti a cui puoi aggiungerne di nuove. solo per questa volta, e visto che si avvicina il natale, nel testo è consentito nominare invano qualche santo a caso.

1 – e pensare che non ti ho nemmeno fatto toccare la gobba.
(non è necessario specificare quale, ndm)
2 – segnali di disgelo dal tuo cervello invece non ne sono arrivati?
3 – la prossima volta puoi anche schiacciarmi le palle col tacco, come si fa col toro in galleria a san silvestro.
4 – quando esaurisci il credito avvertimi che faccio una festa.
5 – ti va bene che col t9 non riesco a scrivere fanctjo svponzb.
6 – lo immaginavo, il mio ano è esposto in tutti i casinò italiani.
7 – guarda in alto, sta passando una cometa! seguila e fatti un giro in medio oriente.

giovedì 8 dicembre 2011

sette post e una scopa

che cosa tocca fare per stare nel bloggomondo. tocca proseguire le catene di sant’antonio.
la mia mela preferita mi ha passato il “seven link project”. e siccome è una streghetta io eseguo sull’attenti: se non lo faccio, dicono che mi ritroverò con la scopa in quel posto a ramazzare la stanza.
eccoti allora la mia versione disperata del giochino egocentrico:

1 – il mio post il cui successo mi ha stupito:
elefanti disperati alla fermata del tram
(ha avuto un sacco di visualizzazioni: sarà stata la mia mamma che l’ha fatto girare tra le sue amiche)

2 – il mio post più popolare:
“scappato di casa” porta culo! già pronti i tariffari
(mi ha fruttato un totale di 280 euro tra taglia 46 e p. – anzi, adesso che ci penso: vi sbrigate coi bonifici o devo mandare i beccamorti del recupero crediti?)

3 – il mio post più controverso:
scrivanie disperate – la pausa caffè
(perché controversa è ogni mattina in ufficio la scelta suicida alla macchinetta)

4 – il mio post più utile:
“fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia)” – comincia la wedding planner. con sondaggio e ricchi premi
(gli aspiranti maniaci che cercano notizie su olindo e rosa adesso finiscono sul mio blog. sono soddisfazioni)

5 – il mio post che non ha avuto l’attenzione che meritava:
fornelli disperati – la tisana
(mi aspettavo almeno un commento dal marketing della “no gas giuliani”)

6 – il mio post più bello:
la cattiva reputazione

7– il mio post di cui vado più fiero:
una riconoscenza grande ottomilaseicentoundici metri

ecco fatto. adesso mi tocca passare la scopa ad altri sette.
ma ricorda, melinda cara: avevi promesso che se avessi partecipato alla catena mi avresti trasformato da marchesino della schiscetta in principino del microonde.
se non lo fai vengo a fare la pipì in un angolo del tuo blog.

evvualà i miei sette link disperati:

maffie
http://101uominipiudimerdadeltuo.blogspot.com/
matta da slegare
http://mattadaslegare.blogspot.com/
lisa
http://lisa-romanceinthecity.blogspot.com/
karl
http://karl-girovagando.blogspot.com/
jay
http://centraljerk.blogspot.com/
ele
http://laversionediele.blogspot.com/
(ele, con comodo. non è per metterti fretta: te ne mancano solo quattro)
michivolo
http://comeprendereuncaffe.blogspot.com/
(lo so michi, l’hai già fatto. ma siccome sei prolifica peggio di me puoi uscire in scioltezza altri sette post per lo zio metiu, no? ai em a scassaballs)

martedì 6 dicembre 2011

in diretta dal parrucchiere: mi sono (quasi) fidanzato

prima che tu lo sappia dal parrucchiere o su tuisbùc te lo dico io: mi sono fidanzato.
proprio fidanzato-fidanzato no. diciamo che ho ottime possibilità.
la settimana scorsa ho mandato una mail a florence, la domestica dei “jefferson”, aprendole il mio cuore e confidandole che con il suo modo indolente di spolverare incarna da sempre il mio mito femminile.
non mi ha ancora risposto. ma secondo il mio amico avvocato è un buon segno perché significa che ci sta pensando: noi troviamo superficiali le persone che rispondono di fretta alle proposte di fidanzamento.
e siccome non sono un pirla, mentre flo riflette continuo ad offrire i miei servigi alle neo separate della zona risaie.
me le segnala di prima mano lo stesso avvocato.
io le avvicino con una scusa. ne ascolto gli sfoghi. m’invento che faccio lo scrittore. e faccio credere loro di poter spuntare uno sconto robusto sulla parcella dell’amico divorzista.
alcune sono riconoscenti, e chiedono al giudice di far versare dal mentecatto – che s’è fatto beccare con la collega e le mutande alle caviglie – un po’ di alimenti anche a me.
alimenti non surgelati. sennò son capace anch’io.

sabato 3 dicembre 2011

finché sei andata

non mi sono mai chiesto se là sotto faceva freddo. ti ho sempre dato da bere all’ultimo minuto. e mi sono dimenticato almeno un paio di volte che il tuo compleanno andava festeggiato col bollo.
però quella volta che ti hanno fatto male mentre te ne stavi ferma a un semaforo rosso mi sono incazzato e ti ho portata dal dottore bravo.
siamo andati in giro piano, a volte lontano, e ti sarai anche annoiata: non si può certo dire che io sia fernando alonso, no. e chissà che palle t’ho fatto con tutte quelle canzoni di ben harper, prince e jovanotti.
negli ultimi tempi, lo sai, m’hai fatto incazzare: non mi si può lasciare a piedi di notte.
ma questa mattina, quando ti ho svuotata di sette anni di ricordi per portarti dal rottamatore, mi è venuto da piangere.
finché sei andata, io t’ho lasciata andare.

giovedì 1 dicembre 2011

ancora virus, ultimissima (io non c’entro)

porca malora! è stato creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale. giuro sul pangasio e su pisello piccolo che non sono stato io.
il mio microonde non c’era e se c’era dormiva.
il mio frigo batterico è innocente come il culetto di un neonato.
i miei fornelli disperati sono limpidi come la coscienza di un monaco tibetano.
e il mio spacciatore di scatolette è morto da tempo in una puntata di “cold case”.
al massimo io ho fatto venire a me stesso, a qualche amico, a un paio di scappate di casa, a un equino e a mia sorella uno squaraus un po’ più resistente degli altri.
ma un virus sterminatore no.
i legali di scappatodicasa.com porteranno in tribunale chi ha messo in moto la macchina del fango ai miei danni. sospetto il solito chef comunista.

in fede,
metiu (casalingo disperato scappato di casa e gran marchesino della schiscetta)

martedì 29 novembre 2011

scrivanie assolutamente disperate – la riunione col cliente ricco

ieri riunione di lavoro. obiettivo: organizzare un convegno per un cliente. soldi in ballo: tanti.
ti riporto in ordine sparso alcune cose che ho sentito:

ho sentito volare almeno una decina di “dottoressa” e “dottore” in libertà.
ho sentito la stagista, figlia del boss, dire otto volte “assolutamente sì” sbattendo le ciglia.
non ho sentito nessuno spiegarle che “sì” sta bene da solo e di solito esce anche se non sbatti le ciglia. a meno che tu non voglia vendere assicurazioni.
ho sentito il cliente usare la parola “lochescion” quanto un comune essere umano usa le preposizioni “di-a-da-in-con-su-per-tra-fra”.
ho sentito la mia boss (cinquantaquattro anni, obesa mentale) litigare al cellulare con un amico gay per un commento su feisbuc. il tutto davanti al dottor lochescion.
ho sentito la mia boss (cinquantaquattro anni, obesa mentale) chiedermi di finire un lavoro urgente al suo posto ché una “fastidiosa fiacca sull’indice” le impediva di usare il computer. il tutto davanti al dottor lochescion.
ho sentito il bisogno di mandare tutti a cagare. ma alla fine ci sono andato io, risparmiandomi un’altra decina di “dottoressa” e “dottore” in omaggio.

domenica 27 novembre 2011

per attivare il maniaco, premi uno!

uno dei vari stalker che perseguitano miss telecom, all’anagrafe michelle hunziker, è stato condannato. il maniaco era arrivato a chiamarla fino a sessanta volte in un giorno.
aveva preso alla lettera l’offerta “tutto compreso senza limiti”.

venerdì 25 novembre 2011

fornelli disperati ultimissima – fatti sotto norikazu!

e chi l’avrebbe mai detto: otsuka norikazu si è ammalato. in fondo aveva solo mangiato la verdura coltivata di fianco alla centrale di fukushima che sbrodolava fuori radioattività. un gesto, il suo, fatto davanti alle telecamere “per tranquillizzare la popolazione”.
il prode presentatore, però, dice di non essersi perso d’animo e promette che tornerà in tivù la prossima primavera.
se scampa lo sfido a chi mangia più scatolette di criminal mais scaduto.

mercoledì 23 novembre 2011

uan o tu?

ti ricordi quella pubblicità del gelato con stefano accorsi, che per me rimane la sua migliore interpretazione? un maxibon in mano, diceva alla bella turista straniera: “tu gust is mei che uan”.
quella pubblicità mi è tornata in mente in questi giorni.
giorni in cui ho maturato l’idea che a volte “uan is mei che tu”.

domenica 20 novembre 2011

mister verdura, le belle vegetariane e il panda gigante

dalle parti del mio ufficio è un boom di melanzane e fagiolini. tutte le sere mentre me ne torno verso casa guardo da una parte all’altra della strada un anomalo assembramento di clienti dall’ortolano della via. una ressa. e mi sono insospettito.
allora ho cambiato marciapiede per sbirciare da vicino.
la clientela del negozio è femminile al 98% e danza sorridente tra scie di profumi intorno a mister verdura: un figo di un metro e ottanta, barba incolta punteggiata di grigio e un ciuffo biondo su un fisico da surfista californiano. mister verdura gestisce le habituè adoranti, alcune assai carine, con sorriso bianchissimo alla barbara d’urso. poi mette lì dei prezzi da gioielliere con l’aria di quello che ti fa un favore “proprio perché sei tu”.
ho comprato una coca cola e gli ho lasciato il curriculum sotto la pesa. insieme al cv, ho scritto due righe di accompagnamento (“so riconoscere prima di tutti quando la verdura sta andando a male, visto che di quella mi nutro da tempo”) e mi sono firmato “il panda gigante”.
il panda gigante è un noto vegetariano ed è chiamato “animale spazzatura” perché, scazzatissimo, mangia gli avanzi degli altri. io, come lui, confiderei di raccogliere e consolare quella parte del 98% di tossicodipendenti dell’orto che mister verdura non riesce ad accontentare.

giovedì 17 novembre 2011

gente che non farei entrare in casa

non capisco.
c’è chi sente il bisogno di farsi consigliare da quelli trendy. chi incassando critiche feroci trova nuove motivazioni. chi, semplicemente, è felice se lo prendono per il culo. e non c’è niente di male.
ma tutte queste cose messe insieme nella stessa persona a me sembrano un morbo. soprattutto se la sodomizzazione pubblica del tuo ego, del tuo guardaroba, del colore che hai scelto per la tua parete, delle tue mensole dell’ikea, del tuo arrosto, della forma dei tuoi occhiali, della tua pettinatura, del cervello di tuo figlio e del fatto che non fai più sesso col tuo coniuge avviene davanti alle telecamere.
psc, pubblico sputtanamento consapevole: ecco il nome del morbo.
io, fossi in te, il cuoco isterico figlio di cuochi miliardari non lo farei entrare in casa. e neppure l’architetto gaio a forma di acciuga. né la signorina sos rottenmeier, con tutte ‘ste belle tate dell’est che ci sono in giro. figurati lo stylist con i pantaloni aderenti a metà polpaccio modello fango in casa che va alla moda. senza contare quella sciura col ciuffo bianco fissata con i metri quadrati.
non dirò niente sui due sessuologi vestiti da becchini.
io, fossi in te, non li farei entrare nemmeno se si mettessero le pattine.
ma ormai sono tutti al tuo citofono.
dai, falli salire e preparati. ti diranno che: cucini come me, confondi le tende del salotto col tendone del circo, ti vesti un po’ oviesse e un po’ lady gaga, tratti gli ospiti come un cavernicolo, dovrai farti filmare in bianco e nero mentre consumi un rapporto sessuale di tre minuti e mezzo, stai allevando i tuoi figli come lo zio michele.
e in più c’è quella storia delle pattine, che c’hanno pure ragione.
quando se ne andranno i mostri della tivù, avvisa subito amici e parenti che la prossima settimana su “real time” o su “cielo” o su “la7d” sputtanano proprio te.
tengo in fondo la notizia migliore: siccome sei affetta/o da psc sarai il prossimo protagonista di “malattie imbarazzanti”, sempre su “real time”.
è una roba che non ti cura nemmeno il dottor house.

martedì 15 novembre 2011

atleti disperati – la banda larga

è un periodo che mi piacciono i dolci. che io son sempre stato per il salato.
e poi aggiungici che, complice il menisco, da tre mesi la mia miglior performance atletica sta nello schiacciare il bottone dell’ascensore. non gioco più nemmeno al bigliardino.
avanti così e per entrare in questo blog mi servirà la banda larga.

sabato 12 novembre 2011

privacy disperate – altro?

milano, qualche giorno fa. m’invitano per lavoro a un convegno.
mi faccio la barba, mi vesto bene e arrivo incredibilmente puntuale. con invito stampato e biglietto da visita alla mano, vado deciso dall’addetta della reception: “buongiorno, la sala pincopallo per cortesia”.
“buongiorno, è dopo lo scalone sulla destra. mi servono un documento, la tessera sanitaria e poi deve passare dal metal detector”.
“altro?”

mercoledì 9 novembre 2011

vagoni disperati – fermi tutti! questa è una rapina

ogni tanto mi fa bene prendere il treno per andare al lavoro. così mi rinfresco le idee sul perché, dopo quasi vent’anni di sopportazioni ascetiche, non lo prendo più. a costo di fracassarmi di noia da solo in auto e di correre il rischio che la radio mi aggredisca con una canzone di anna tatangelo, detta anche lady tata.
ho ripreso accidentalmente il treno, dicevo. e pure con curiosità perché alla freccia delle risaie hanno da poco raddoppiato i binari. chissà quali golose novità. infatti: i binari sono aumentati ma non così i treni e le carrozze. il riscaldamento continua a non funzionare (buono per chi conserva le banane) o a funzionare troppo (buono per chi le coltiva). c’è sempre il cinese che mi tossisce addosso. posti solo in piedi. ritardo di quindici minuti “e ti è andata bene”, mi dicono.
l’unica novità, scopro, è la rapina. il biglietto di andata e ritorno per la grande città costa ora 5 euro e 30 centesimi. che, sommati a due biglietti della metro rincarati di fresco, fanno 8 euro e 30 centesimi. in tutto, fermi tutti, 16.000, sedicimila, vecchie lire. per andare in ufficio. mica, chessò, al ristorante (sempre che si trovi posto con l’aria che tira).
e non cominciamo con i soliti bizantinismi secondo i quali un biglietto costa come un caffè al bar o come cinque sms mandati ad cazzum. perché il caffè al bar posso scegliere di non berlo, e i cinque sms ad cazzum posso scegliere di non mandarli. a lavorare invece ci devo andare, bizantinista mio.
adesso la smetto di parlar di soldi che il post si fa meschino. non vorrei finire come quel tale di “occhio alla spesa” che sa tutti i prezzi a memoria e si fa chiamare “il re delle casalinghe”. io, al massimo, posso fare il marchesino della schiscetta.
in fondo in fondo, prendere il treno è anche bello. la fauna pendolare raggiunge punte inaspettate di biodiversità, come sanno bene la mia amica maffie e il mio amico tramp. bus o vagone non fa differenza.
sul mio pendolino dei fossi, ad esempio, trovano il loro habitat diverse specie protette. c’è la signora che si fa la manicure come se fosse al cesso di casa sua. c’è la pecorina di trent’anni che vive su feisbuc e scrive “sono in treno”, e il pecorone che le fa il filo, seduto di fronte, che clicca “mi piace”. c’è il tizio che dorme con il collo piegato all’ingiù oltre le possibilità d’inclinazione di una giraffa. c’è il mio amico broker che inventa aneddoti sulla sua roboante vita sessuale sperando che qualche commessa in astinenza ci caschi. c’è il lemure che non sposta la borsa con cui tiene occupato un ramo, nonostante i venti gorilla in piedi a squadrarlo (facciamo diciannove più un macaco, detto il marchesino della schiscetta). c’è anche la femmina competitiva, già concentratissima e caricatissima quando per il marchesino è ancora notte, che deve salire per prima sul treno alla caccia feroce di un posto a sedere, lasciandosi dietro la scia di compatimento degli alluci calpestati.
e c’è sempre “un tot al metro quadro” che, entrato nel vagone, sbuffa forte e apre tutti i finestrini senza accorgersi che le ascelle al minestrone sono le sue. vuncion.

lunedì 7 novembre 2011

virus, ultimissima

sembra che dopo gattuso e cassano anche lo scimpanzè dello zoo di milano abbia avuto problemi di vista e deambulazione: secondo l’infettivologo di scappatodicasa.com è il virus che si avvicina al genere umano.
anch’io nella notte tra sabato e domenica ho accusato sintomi simili. poi mi sono ricordato che avevo cucinato di persona per una romantica cenetta casalinga. avevo invitato il cavallo hickstead.

sabato 5 novembre 2011

batteri fecali sui cellulari, ultimissima

ho capito bene? batteri fecali?
ragazze, ragazzi, ma che cosa ci fate coi telefonini?
io che pensavo di essere un pervertito perché in pausa pranzo guardo tutte le fotogallery del “corriere”.

pagina 777 di televideo: se trovi le gallery del “corriere” eccessive e ti stai preparando ad aggredirmi a colpi purificatori di cilicio, ti ricordo che questa sera verrò sottoposto a esorcismo. poi la situazione si dovrebbe normalizzare.

venerdì 4 novembre 2011

fornelli disperati – e i ristoranti sono pieni

insomma, va tutto bene, la crisi non c’è e i ristoranti sono pieni.
e io che sono l’unico pirla che non potrà mai aprirne uno.

giovedì 3 novembre 2011

“fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia)” – comincia la wedding planner. con sondaggio e ricchi premi

cara lettrice, caro lettore,
nasce oggi una nuova rubrica, in collaborazione con la camera di commercio delle risaie, che si chiama “fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia)”.
c’è la crisi, le mezze stagioni si sa che fine han fatto e trovare un parcheggio è davvero impossibile. insomma, è il momento di rimboccare le maniche: le tue. apri un’impresa, e se non sai che nome darle siamo qui per aiutarti.
gentilmente, si presta a testare il servizio un’amica che sta aprendo un’agenzia di wedding planner. organizzerà matrimoni, ricevimenti, eventi in genere. e considerato che non mi avrà mai tra i suoi clienti, provo almeno a darle un contributo nella ricerca di un nome.
qui sotto trovi i miei suggerimenti. come sempre, aspetto ansioso i tuoi.
ti ricordo che a tutte le femminucce che parteciperanno al sondaggio, o contribuiranno con un’idea, andrà in omaggio la guida “come evitare di prendere il bouquet anche se ti arriva in testa”; e a tutti i maschietti la contro-guida “le tre cose da fare subito se la tua morosa prende il bouquet: las vegas, sky calcio, segretaria”.
con viva cordialità.
metiu-scap, responsabile di “fonda un’azienda! (che io non c’ho voglia)”

le mie proposte sono:

“mamma non ci sperava più”
“olindo e rosa”
“confetti disperati”
“cerimoniose”
“siamo meglio di zenzero e cannella”
“ridi, ridi pisello piccolo. ci vediamo tra due anni”
“amore e cioccolato conosco anche un avvocato”
“mulino bianco”
“due cuori in due camere”
“e se ti nasce brutto come il pangasio?”
“la pace dei roses”

ps: se i miei suggerimenti ti sembrano arditi, sappi che c’è chi ha fondato e amministra “il velo e il cilindro”, “enzo e angelo”, “la sposa vispa”, “zenzero e cannella”, “sposiamovi”, “il giardino incantato” e “rosso di sera”. micacazzi.

martedì 1 novembre 2011

fornelli disperati – trattamento culinario obbligatorio

l’altra sera è stata a cena da me mia sorella.
pur con il bene consanguineo che mi vuole, il bilancio della serata sta tutto in queste parole: “se esistesse un equivalente per la cucina, saresti da proporre per un trattamento sanitario obbligatorio”.
taccagna. lo dice solo perché lavora in ospedale e vuole aumentare il suo bisnes.

lunedì 31 ottobre 2011

i tanti preti di una domenica mattina

una domenica mattina di almeno vent’anni anni fa.
un divano semplice, in una casa semplice. davanti alla tivù una donna anziana. in un angolo dei suoi pensieri, i dolci che il diabete le impedisce di mangiare. e che lei ogni tanto mangia lo stesso, di nascosto (“non sarà mica un peccato”). le sue mani di vecchia sarta sono raccolte in preghiera, nei suoi respiri risposte rituali alle invocazioni dello schermo.
la messa della domenica la mia nonna non se la perdeva mai. se c’era freddo non andava in chiesa e la seguiva alla televisione: ma preferiva se la trasmettevano dalle parrocchie in giro per l’italia, piuttosto che da piazza san pietro.

una domenica mattina di almeno vent’anni dopo.
davanti al computer ci sono io, un non-praticante con le mani sulla tastiera.
anch’io sento molto distanti i preti con gli anelli al dito. e non mi piacciono nemmeno quei laici ecclesiali che, nella regione dove vivo, uniti dalla fede e da una cosa che chiamano “sussidiarietà”, fanno incetta di potere, distribuendo lavoro, con discutibili criteri di merito, e favori.
mi fanno invece buona compagnia il silenzio e l’odore umido di certe chiese spoglie di montagna. sorrido di fronte ai sacerdoti paonazzi ai pranzi di matrimonio. stimo quelli col maglione che sfidano la malavita.
e qualche giorno fa ho apprezzato quel prete che ha consentito di accendere una moto nel mezzo della sua chiesa.

sabato 29 ottobre 2011

parole, parole, parole. scadute

amiche e amici che come me straparlate dai blog, siamo rovinati.
dice tale alexander pope che: “le parole sono come le foglie, dove abbondano raramente nascondono un frutto”.
nel mio caso sarebbero sicuramente frutti di bosco. comprati e scaduti.

venerdì 28 ottobre 2011

psicofarmaci, ultimissima

claudio ranieri (f.c. internazionale): “lotteremo per lo scudetto”
metiu scappatodicasa (associazione italiana cuochi disperati): “entrerò nella guida michelin”

giovedì 27 ottobre 2011

maleducazione tecnologica bisss, o della guerra preventiva al digitatore spot esibizionista insensibile d’affetti e domiciliato al mulino bianco

già qualche tempo fa me l’ero presa con certi sms natalizi. e invecchiando peggioro. così la mia avversione al digitatore insensibile che si fa sentire una volta ogni dodici mesi confina ormai col sadismo.
tutta colpa della prima pubblicità dell’anno con babbo natale incorporato che mi ha sorpreso ieri mentre guardavo “arnold” ricordandomi che tra due mesi ci risiamo?
forse.
ma immagina questa scena e compatiscimi un po’: pomeriggio del 25 dicembre, scappatodicasa con scazzo strafestivo che galleggia sul divano nel monoloc. inutili pacchetti colorati di contorno. digestione faticosa del ripieno della faraona. una candela al profumo di whiskas ormai spenta. i figli di toto cutugno che cantano “astro del ciel” a “speciale domenica in”. quella là abbracciata da qualche parte con pisello piccolo a guardare “love actually” su canalecinque. vago mal di testa.
in certi momenti sei un uomo morto che cammina. e un sms, in certi momenti, può risultare decisivo: il confine tra la grazia del presidente che ti evita la sedia elettrica e la spinta alle spalle del digitatore insensibile sta tutto in pochi bit.
e il cellulare vibra.
un invito al cinema? un “ma come stai”? un augurio personale? no.
“un fantastico natale a tutti da pippo (papà), pippa (mammà, un culo da dieci in carriera), pippetta (labimbagrandemaquant’èintelligente), pippetto (il dolcissimo neonato) e pippuzzo (lo yorkshire)”.
io non mi chiamo “tutti”. eppure in una giornata è il decimo messaggino esibizionistico di questo tenore che ricevo.

un anno dopo, gli sms natalizi dei serial killer del mulino bianco si riducono da dieci a nove. ohibò.
infatti a metà febbraio trovi in giro il tizio del decimo, spettinato, che ti dice che da cinque mesi sta pagando gli alimenti. d’istinto gli fai: “cavolo mi spiace. mi era venuto un presentimento non avendo ricevuto il vostro sms a natale. i pippetti come l’hanno presa?”
ma dentro, più dentro, verso il basso, senti un moto ondoso incerto che cresce. e vorresti cagar fuori un “adesso scegli: impìccati col guinzaglio di pippuzzo o strozzati con gli abbracci del mulino bianco. faccia da cülo”.
ma alla fine non caghi fuori niente. anzi, gli offri un caffè e ti fai asciugare da quaranta minuti di orrendo monologo suicida.
brava gente i senzafamiglia.

mercoledì 26 ottobre 2011

statistiche disperate – allora lì, vengo io?!

è da un po’ che ti curo. almeno tre mesi.
quando guardo le statistiche del blog, alla voce “parole chiave per la ricerca” ci sei sempre. e le tue parole chiave sono: “scappato di casa blog”. quindi, se ho capito bene, tutti i santi i giorni tu vai su gugol e poi fai la ricerca per trovare questo blog. festivi compresi.
casso, ma devo venir lì io a mettertelo tra i “preferiti”?!

martedì 25 ottobre 2011

fornelli disperati – ne resterà uno solo

sono stato a cena da un altro senzafamiglia. un amico che ricordavo disabile culinario e sentimentale come me.
sulla prima voce, però, deve aver lavorato sodo perché mi ha presentato in tavola un ottimo arrosto con patate e un gelato fatto in casa mangiabilissimo.
a piatti spazzolati, ha confessato con candore che le ricette le aveva copiate passo passo da un noto, vendutissimo libro.
avanti così e rimarrò solo con le mie scatolette.
maledetta benedetta.

domenica 23 ottobre 2011

ciao Sic

già, il mondo non è finito il 21 ottobre.
ma un pezzo di mondo si è fermato oggi sull’asfalto. un pezzo sorridente, incosciente, entusiasta, immensamente talentuoso.
per me è sempre stato così: è come se le conoscessi quelle persone che – anche se solo per 45 minuti alla tivù, per due ore al cinema o per tre minuti dentro uno stereo – mi fanno battere il cuore e mi riempiono un po’ la vita. e questo è il bello, e questo è il brutto.
ciao Sic

sabato 22 ottobre 2011

aaa – affitto casa ad apocalittici disperati

e così il mondo non è finito nemmeno ieri, 21 ottobre. allora, rassegniamoci, finirà nel 2012.
i maya – pessimi soggetti mezzi nudi e col sedere piatto – sapevano benissimo che in quell’anno avrei terminato di pagare le rate del forno a microonde.
e tu, che sotto sotto tocchi ferro e intimissimi, sai bene che bugarach, il paesino sui pirenei, l’anno prossimo si salverà dalla fine del mondo. ma sai bene pure che i “pellegrini mistici” faranno il tutto esaurito lassù, se non l’hanno già fatto: sold out, come un concerto dei coldplay, come il salento a ferragosto. posto non ce n’è più.
ma una cosa non la sai. e cioè che anche il bucolico villaggio affacciato sulle risaie dove io risiedo sopravvivrà al 2012.
allora, se ti senti apocalittico, millenarista, savonaroliano, catastrofista, se hai visto il diavolo come padre balducci, se hai una cugina che una volta ha vomitato gomitoli di lana, se credi agli ufi e alle madonne di plastica che piangono il sugo star, se ritieni che lo stalliere fosse lì solo per governare i cavalli brianzoli, se hai un trisavolo col sedere piatto, se credi nell’oroscopo di un tale che si depila le sopracciglia e i testicoli, se il tuo sogno è un ponte sullo stretto, se seguivi “mistero” con raz degan su italiauno o pensi che fare il cammino di santiago risolverà i tuoi problemi…
allora il mio monolocale è tuo. e per tutto il 2012!
per l’affitto voglio 25mila euro al mese non trattabili, spese escluse. ma se qualcuno offre di più son qua.
per info e pagamenti anticipati, mò te lo segni: scappatodicasa@gmail.com.

nota per chi nonostante tutto mi vuole bene: io ho già prenotato un bungalow a bugarach. per mettere in salvo il microonde, eventualmente.

giovedì 20 ottobre 2011

“i soliti ignoti” (edizione speciale onlain)

post liberamente ispirato a uno dei miei programmi preferiti alla tivù. peccato che io non ne azzecchi mai uno di ‘sti soliti ignoti.
avvertenze per l’uso: contiene un po’ di sassi miei e un po’ di sassi nostri (se mi mandi una mail, e mi paghi profumatamente, pubblico anche un po’ di sassi tuoi).
può causare secchezza delle fauci.

10
signor scappatodicasa da milanopiùomeno, è lei che guarda le repliche dei “soliti ignoti” su rai premium piuttosto che uscire con una che al cinema risponde ai messaggini?
9
signora nicoletta da milanopiùomeno, è lei che di notte sbaglia numero e invece di chiamare pisello piccolo chiama il suo ex fidanzato?
8
signora alessia da roma, è lei che per digerire e smaltire il figlio dei pù deve ingerire un chilo di bifidus al giorno?
7
signora marina da popoli, è lei che prezzolata ha fatto la finta terremotata su retequattro per dire che all’aquila avevano già tutti una casa?
6
signora caterina da milano, è lei che si è sentita dare dell’accattona e della mignotta dopo aver chiesto un rimborso spese per lo stage?
5
signor cristoforo da genova, è lei che si fa pigliare per il culo tutti i giorni nella pubblicità della tim?
4
signor joseph da marktl, è lei che marciava cantando inni nazionalsocialisti per sollevare il morale della popolazione tedesca durante la seconda guerra mondiale?
3
signor bruno dall’aquila e da roma, è lei che darebbe il pancreas pur di avere nella sua trasmissione tivù erika quando uscirà dal carcere il prossimo 5 dicembre?
2
signora rebecca da chicago, è lei che mi manda tutti i giorni la pubblicità del viagra?
1
signor cocainomane dal colletto bianco da milano, è lei che mi ha rigato tutta la macchina perché le ho parcheggiato troppo vicino alla portiera che a guardare ‘ste cose io dovrei rigare duecento macchine all’anno?

mercoledì 19 ottobre 2011

fornelli disperati – cucinare nella lavastoviglie (con comodi sottotitoli)

hai mai cucinato nella lavastoviglie? consapevolmente, intendo. a me è capitato, ma non per scelta. è andata così: ho caricato l’elettrodomestico con i piatti sporchi un venerdì sera e mi sono ricordato di farlo partire il martedì mattina seguente. la coltura di ogm germogliata in quelle 85 ore sui piatti zozzi l’ho servita al gatto. tanto è sterile.
ecco.
oggi invece ho scoperto gente che cucina nella lavastoviglie in modo consapevole. la chiamano “eco-cucina a vapore”. il vapore che si sviluppa dentro alla lavastoviglie mentre lava sarebbe infatti simile a quello che si sprigiona nella cottura.
insomma, lavi e cuoci in un colpo solo. e se ci pensi, le combinazioni per risparmiare possono essere infinite. io, per esempio, entro sempre nella doccia vestito. quando porto la macchina all’autolavaggio lego preventivamente il gatto al tergicristallo. e mi asciugo i capelli col phon solo dopo essermi ancorato alla testa, con apposita retina, i surgelati da scongelare per la sera.

pagina 777 di televideo: io faccio la raccolta differenziata, verso l’otto per mille al wwf, non torturo gatti, chiudo il rubinetto quando mi lavo i denti e guiderei una macchina elettrica, se non costasse al chilo come i diamanti.
giusto per non essere frainteso da qualche guardia ecologica con l’apertura mentale di un corvo.

lunedì 17 ottobre 2011

gugol frend

stavo pensando di unirmi come “gugol frend” a diversi blog che mi piacciono.
poi, riflettendo sulla famosa battuta, ho concluso che non leggerei mai un blog che accettasse tra i “gugol frend” uno come me.

la famosa battuta è di groucho marx e fa più o meno così:
“non entrerei mai a far parte di un club dove accettano gente come me”.
se non la sapevi, sappila!

amici. 1995

“1979” degli smashing pumpkins è sempre stata una delle mie canzoni preferite. di recente l’ho risentita nella versione, delicata e avvolgente, di elisa. e mi sono chiesto qual è stato il mio “1979”.
forse il 1995 di quella vacanza in spagna con tutta la ciurma di pirati.
del nostro assalto alla movida ricordo:

la fuga senza una scarpa e la notte in montagna di intothewild inseguito da alcuni splendidi ceffi dei pub di marbella
l’altopiano della meseta illuminato da una falce di luna
il playboy della compagnia che limona tutta la sera con una chica priva di una mano
più albe che mattine
le albondigas invece del cafè con leche
il tacco di baggio-intothewild per il mio gol in tuffo di testa, che i tre pirletta spagnoli ancora applaudono
la discoteca dove entravano tutti gratis ma per noi erano sempre “quinienta pesetas”
una casa, senz’acqua e corrente la notte, affittata nel quartiere della mala per risparmiare
il p. caduto nella fontana della discoteca “quinienta pesetas”
“fattallà” degli almamegretta
una sclerata in coda a barcellona
il daiquiri alla banana
la mia solita cotta
i tramonti in spiaggia a tossa de mar
il pesce pescato e dimenticato per tre giorni in macchina
le partite a calcio negli autogrill di notte

venerdì 14 ottobre 2011

rassegna(to) stampa – parte due

sono stato anestetizzato per qualche ora, lontano da giornali, web e tiggì. tornato raggiungibile scopro che:

eto’o in dagestan ha nostalgia di via montenapoleone.
ma non quanta i negozianti di via montenapoleone ne hanno di lui.

la giovane popstar justin bieber ha superato rihanna per numero di fan su twitter.
ma rihanna continua ad avere il pisello più lungo di justin bieber.

la riapertura della caccia ha causato dieci morti in poco più di un mese (due non sono cacciatori).
d’accordo, molti meno della colonna sonora del film “titanic”.

se digiti su google “gelmini tunnel” escono 7 milioni e 740mila risultati.
se digiti “gelmini dimissioni” i risultati sono zero.

il libro più venduto in italia è “i menù di benedetta”.

anestesista, ce ne hai ancora di quella roba là?

giovedì 13 ottobre 2011

fornelli disperati – kebab completo

fanakf. zmkahh. eraqif.
e dai e dai, con i codici segreti di “tim ricarica e vinci” ho imparato il turco.
stasera dal kebabbaro faccio un figurone.
merhaba a tutti.

mercoledì 12 ottobre 2011

sportelli disperati – lo sciamano

- buongiorno, mi è scaduta la vecchia tessera sanitaria. vorrei rinnovarla.
- le è sicuramente già arrivata quella nuova a domicilio.
- in effetti non l’ho ricevuta, e nel frattempo ho cambiato casa. magari c’è stato un disguido.
- nessun disguido. sarà in giacenza al vecchio domicilio allora.
- guardi, ho chiesto alla portineria del vecchio domicilio e non hanno visto tessere giacere. però, esattamente a metà strada tra vecchio e nuovo domicilio, c’è una pizzeria: nel dubbio l’avete spedita lì?
- no. per la richiesta deve compilare questo modulo. ma come? è scaduta da sei mesi? ma si può?
- sì, l’ho fatta scadere apposta. e se avessi dei figli darei loro il latte scaduto. altri vizi non ne ho, come dice maurizio milani.

da oggi, è evidente, dovrò fare a meno del servizio sanitario nazionale. domani compro una guida degli sciamani.

lunedì 10 ottobre 2011

menischi disperati - cose che ho straparlato mentre mi svegliavo dall’anestesia

in leggera differita da un nosocomio della bassa padana, tra il conscio e il subconscio, consciato da sbatter via, eccoti in anteprima un “best of” delle cose che ho straparlato mentre mi svegliavo dall’anestesia. tutte non si può.

io e mourinho possiamo mettere la cravatta con la camicia sbottonata

la sincerità va di moda solo quando è urlata alla televisione (devo averla sentita in una canzone di daniele silvestri)

posso offrirti qualcosa?

sono ancora vivo, bastardi. e ancora più incazzato di prima

chiamate don ulrico e la pornoanestesista

gli effetti collaterali ce li ho tutti, come “carrie lo sguardo di satana”

via che vomito (al vicino di letto novantenne in stato vegetativo)

vorrei volare su ali di carta con te, saper inventare (questa cantando)

pensavate che gliela davo su? (valentino rossi quando con una gamba rotta sconfisse jorge lorenzo)

centocinquanta euro di visita e poi mi ha fatto operare dal ciccio col ciuffo?

quella ragazza lì è un luogo comune con le gambe

sto pollo bollito l’han rubato dalla mia cucina

(in risposta a “tranquillo, domani sera puoi già correre la maratona”)
allora rompimelo ancora

per tua info: testimonianze raccolte da un’infermiera biondina (mmh) e da mia sorella. povere donne. adesso il mio menisco è aggiustato. e l’immagine è rubata da soleluna.com (se l’elefante non salta sulla rete, apri l’immagine con explorer. dai, cazzo. l’ho capito io che sono ancora mezzo rincoglionito).

domenica 9 ottobre 2011

statistiche disperate – fai piano, c’è gente che dormono!

stavo spulciando le statistiche del blog. ho notato che la punta massima di visite è tra le due e le tre del pomeriggio. ne deduco che faccio digerire.
oppure che anche tu, come me, lavori un po’ di getto la mattina a botte di caffè. poi pranzi e al pomeriggio ti cala il sipario. al massimo riesci a reggere repubblica.it, facebook se ce l’hai, due cazzate su youtube e ‘na bibbita.
non ti devi vergognare. io faccio di peggio: a quell’ora dormo arrotolato come un cane sotto la scrivania.
quindi se passi dal blog a quell’ora, fai piano: se mi svegli di colpo sono di cattivo umore, pigolo per il mal di testa e per il ginocchio della lavandaia.

censimento, ultimissima

venerdì, pausa pranzo svaccatissima al parco:

- lo sai che hai dei bei piedi? è abbastanza raro che un uomo abbia dei bei piedi.
- e pensa che li ho usati anche per compilare il foglio del censimento.

mercoledì 5 ottobre 2011

le cose per cui

queste sono le cose per cui vale la pena vivere secondo woody. il film è “manhattan”.
ho provato un sacco di volte a fare il mio “elenco della vita”, ma non ci sono mai riuscito. mi verrebbe meglio una play-list delle cose che mi fanno girare le balle, ma non è il caso di renderla pubblica (tanto, tutto o quasi ruota intorno al testosterone che sale e, in misura mooolto minore, al pangasio che mi sgomma ancora sotto la finestra, al menisco rotto, ai programmi di bruno vespa o barbara d’urso e ai risultati di quella squadra di merda. tò, la play-list è uscita con le sue gambe dalla tastiera).
restiamo positivi. oggi, e solo per oggi, le mie “cinque cose per cui” sono:

il gelato alla liquirizia o la granita menta+limone
il pangasio che si schianta col motorino
attraversare il fuoco con un ghiacciolo in mano, come canta il jova
woody allen
il tramonto sul ticino con la mia superbici (bella, eh?) nonostante le zanzare che a quell’ora mordono come cerberi

mi piacerebbe sapere quali sono le tue “cose per cui”. così, per farmi i fatti tuoi. ne bastano un paio, sennò poi mi annoio a leggerle tutte. naturalmente sei autorizzata/o a cambiare idea già prima di aver finito l’elenco, come ho fatto io.
ma ricorda che è buona la prima: viva la pancia, abbasso il cervello.

martedì 4 ottobre 2011

era una vita che aspettavo di scriverlo

sono uno splendido quarantenne. era una vita che aspettavo di scriverlo.
che poi, una vita… diciamo da quando ho visto “caro diario” di nanni moretti.
che poi, quarantenne… diciamo secondo il calendario gregoriano, secondo quello che mia sorella applica a se stessa avrei trentadue anni (lei i quarantuno non li ha mai compiuti: ha iniziato a tornare indietro, trentanove, trentotto, trentasette…)
che poi, splendido… diciamo che ho ancora tutti i capelli e non ho la pancia, cosa che mi differenzia da un buon 30% di coetanei. sui capelli, soprattutto, sono abbastanza sereno: dicono conti la linea famigliare e ricordo perfettamente che per chiudere la bara del nonno dovemmo tagliargli i dreadlock.

buoni rapporti ai giardini di ottobre

l’altra sera ho incrociato una mia ex morosa. stava passeggiando e, con l'aria suadente, chiacchierava fitta fitta con pisello piccolo.
mi vede, finge di non avermi visto, vorrebbe tirare dritto. poi si fermano.
“hey, ciao, come stai?”
“conforme grazie – rispondo. – lui è il tuo nuovo ragazzo o stai facendo il servizio civile?”

e "continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri"

domenica 2 ottobre 2011

spese disperate – mi fa male la bioplastica

i fagioli rotolano sotto la smart e la coca cola è schiacciata dalla jeep: ti sembra giusto che le quattro scatolette che compro io al supermercato possano bastare per spaccare una borsa della spesa nel mezzo di un parcheggio?
non è giusto. eppure bastano.
mi sono stufato di queste sporte fatte col mais che puzzano di ragù per cani e si spaventano solo a nominare uno spigolo.
qua, inginocchiato davanti all’esselunga mentre cerco di recuperare una bonduelle sotto la macchina di un attillato che mi guarda polemico dietro lenti dolce e gabbana, mi arrendo.
viva la plastica, il petrolio, le ecomafie e i cambiamenti climatici.
a chi dovrei lasciare un mondo migliore?
a questo pederasta diciannovenne abbronzato, accompagnato da una decerebrata che traballa sui tacchi, preoccupato che io gli stia sottraendo il tubo di scappamento?
o al tredicenne con lo sguardo da pangasio che mi ha sgommato sotto la finestra per tutta l’estate?
forse ai suoi genitori di quasi cinquant’anni (ma ancora fertili, temo) che sbavano per sapere se meredith è colpevole e girano con il colletto della polo girato all’insù, lui, e la pancia di fuori, lei, e danno 50 euro al pangasio per comprarsi le mutande di fabrizio corona e anche di più alla pangasia per la borsina just cavalli?
o magari ai figli che le mie ex fidanzate faranno accoppiandosi con qualche pisello piccolo?

vado a farmi una doccia fredda.
se hai visto dove ho appoggiato il cervello fammi una telefonata. e portami una coca cola che mi fa digerire la bioplastica.

cip & ciop. ed è record

niente, il titolo non vuole dire niente, e non ho niente da dire.
solo che questo è il post numero 54 dell’anno e così pareggio il record del 2009.
preoccupati: a colpi di cip & ciop potrei anche insidiare quello del 2008.

suonano alla porta, sono venuti a prendermi.
ho cambiato anche la foto del profilo ma mi hanno trovato lo stesso.
abbi cura di te e che dio mi perdoni.

giovedì 29 settembre 2011

elefanti disperati alla fermata del tram

alla fermata del tram mi si avvicina un venditore ambulante africano. con gentilezza mi propone vari gadget: il braccialetto ce l’ho già, l’accendino non fumo, il portachiavi cuoricino per la morosa non ti dico dove te lo devi mettere.
l’elefantino, invece, mi sembra simpatico. mentre pago, il ragazzo mi spiega compiaciuto che l’elefantino è un potente auspicio afrodisiaco e di fertilità.
gli lascio i soldi, purché se lo tenga.
ci manca solo che metto in cinta qualche escort.

nota per la mia mamma: qua si scherza! e poi cosa ci fai su internet che non sai neanche rispondere al cellulare?
sì, va bene, passo a cena. no, la ragazza dell’altra sera non la porto.
(sennò mi fa pagare anche stavolta due ore in più. eccheccazzo).

mercoledì 28 settembre 2011

scrivanie disperate – la muta

lunedì, sei e venti del pomeriggio.
sto facendo un lavoro complicato assai. e devo finirlo assolutamente per domani. sfiga vuole che nel cortile del mio ufficio latra da un’ora e mezza una muta di bambini posseduti. a orecchio, sprigionano mille decibel cadauno.
quello coi capelli rossi di più.
per domarli una mamma grida invano con le corde vocali sintonizzate sulla frequenza “gesso-rotto-lavagna”.

hai per caso il cellulare di erode?

ps: se joseph si dimette dal soglio, propongo la pontificia candidatura di una maestra d’asilo. santissima ac reverendissima donna.

lunedì 26 settembre 2011

dimissioni, ultimissima

il vaticano ha smentito le voci sulle possibili dimissioni del papa nel 2012.
è in corso un vertice nella sede dell’inter: moratti pensa all’esonero.

domenica 25 settembre 2011

"e sei così bella"

in questi giorni ho riscoperto ivan graziani. bravissimo, sottovalutato e in fretta dimenticato.
ho tolto un po' di polvere dal cidì, e ho fatto bene.
qua sotto incollo il testo di "e sei così bella", qui il video

"e sei così bella che più bella non c’è e sei così dolce che più dolce non c’è
e sei così quieta quando parli di noi che m’incanto a guardarti, da non credere sei
mi tieni stretta la mano a guidarmi sei tu mi ripeti con gli occhi cosa cerchi di più?
la mia vita è tua anche quando non ci sei e in mille occasioni sprofondarmi vorrei
e sei così scema che più scema non c’è ed odiarti, lo vedi, è più forte di me
e sei così scema che più scema non c’è ma l’incanto continua, da non credere sei
e sei così scema che più scema non c’è ma sei così bella che per te morirò"

una margherita e un capriccioso

lei: allora quando fai l’intervento al menisco? la famosa pizza ce la mangiamo prima o dopo?
lui: mah, per me è uguale. basta che trovi una pizzeria con la rianimazione.

venerdì 23 settembre 2011

satellite, ultimissima

un vecchio satellite della nasa sta cadendo sulla terra. secondo la protezione civile esiste l’1,5% di probabilità che alcuni frammenti atterrino sull’italia. un frammento può pesare anche più di 130 chili. impatto previsto: oggi, venerdì 23 settembre, 21.15 ora italiana (sì, proprio l’ora in cui di solito vai alla toilette. che brutta fine).
urge sondaggio: dove vuoi che cada il frammentone?

1. sulla cameretta di joseph ratzinger: visto che dio è evidentemente distratto, ci pensino quelli della nasa.

2. sulla villa di arcore. sono cosciente che dopo l’impatto 1.735 escort saranno costrette a prostituirsi in strada, con ovvie conseguenze sul decoro urbano. ma non m’importa nulla del decoro urbano.

3. sulla casa romana di walter veltroni, tanto ha detto che andava in africa dieci anni fa.

4. sulla parrucca di platinette.

5. sulla parrucca di antonio conte.

6. sugli amanti di valdaro.
(nota per lo scheletro maschio: molla lì la scheletra che forse vengono rilasciate 1.735 escort)

7. sui denti di giuseppe cruciani.

8. sulla macchina nuova del tuo ex fidanzato o della tua ex fidanzata. vabene anche se non è proprio nuova.

9. unisci i puntini e scopri dove casca il satellite. tò, proprio sulla redazione della “settimana enigmistica”.

10. su questo blog di merda.

oh, guarda qui la traiettoria d’impatto. mica cazzabubole. io stasera esco col casco.
e in bocca al lupo a tutti!

giovedì 22 settembre 2011

biberon disperati – hey bimba, questo è il tuo primo post!

è vero: la rubrica “fornelli disperati” latita. ma a mia piccola discolpa c’è che la spacciatrice di ricette da qualche giorno è alle prese con il biberon. altro che forni e padelle.
insomma, volevo dedicare un pensiero a una nuova arrivata sulla giostra, nata in uno scorcio d’estate che sembrava ancora estate, per riuscita azione combinata tra la spacciatrice di ricette – e prima, indefessa, impagabile sostenitrice di questo spazio di cazzeggio digitale – e il mio amicone.
ma a regalare vestitini o pannolini io non ci son portato. e se entro in una nursery il ciuccio lo danno a me. io l’unica cosa che so fare, se la so fare, è scrivere.
quindi ti regalo un post: hey bimba, questo è il tuo primo post!
pensavi mica ti preparassi una torta con ingredienti scaduti?
benvenuta sulla giostra: ti auguro “la bella vita” nel senso più jovanottiano che c’è!

lunedì 19 settembre 2011

avviso: stai navigando in un blog obsoleto

computer: stai usando un browser obsoleto.
scappatodicasa: non c’ho voglia di aggiornarmi.
computer: per una migliore navigazione su questo sito, per cortesia passa a un browser di ultima generazione.
scappatodicasa: ma sai quanti rompicoglioni ci sono come te? per cortesia qua, per cortesia là… e poi quanto durerà l’ultima generazione? come quella che mi hai spacciato un anno fa?

vabbè, clic.

computer: internet explorer 8. più rapido, più semplice, più privato e più sicuro.
scappatodicasa: annulla, diobò, annulla! 16 mega… fottiti.
computer: naviga nella corsia di sorpasso, passa alla versione di firefox più veloce, sicura e brillante mai realizzata.
scappatodicasa: sì, è arrivato un altro fenomeno in corsia di sorpasso.
computer: prova un browser web veloce e gratuito. google chrome esegue pagine web e applicazioni a una velocità eccezionale.
scappatodicasa: e avanti. dopo il motore di ricerca, la posta e i filmati pure il brauser. avanti così e mi punti la grande g sui boxer, de dietro. ma va’, va’.

ps – amici tecnologgicci, compagni roditori, frateli, sorele, aiutatemi. tutti ‘sti aggiornamenti mi sembrano una metafora della vita. o ti aggiorni o non cresci. ma io se cresco mi attorciglio.
insomma, quale brauser scarico?

giovedì 15 settembre 2011

una riconoscenza grande ottomilaseicentoundici metri

ieri è morto walter bonatti.
io non ho eroi, perché gli eroi non mi piacciono. non ho mai chiesto un autografo, perché gli autografi non mi piacciono.
però semmai avessi dovuto scegliermi un mito, avrei scelto lui.
per il suo coraggio e per la sua anarchia. per il suo amore incondizionato per la natura e per la sua lealtà. per la sua perseveranza e per la sua capacità di raccontare, con uno stile ricercato e un po’ ampolloso che messo nella penna di qualcun altro forse non mi sarebbe neppure piaciuto.

questa foto l’ho fatta io questa estate. quando l’ho scattata il telefonino mi tremava un po’ nella mano. se ero lì, io così prudente, in un posto fantastico e magico, lo devo anche a walter bonatti e ai libri delle sue avventure che quand’ero ragazzino stavano impilati di fianco al mio letto.
come una montagna.

mercoledì 14 settembre 2011

dottor sogni, passaparola

anche agli scappatidicasa è rimasto un pezzettino di cuore. quindi, a costo di mischiare il sacro e il profano, la nutella con la cacca, il “tanto di cappello” con il cazzeggio digitale… a costo di mischiare in modo ignorante tutto questo, voglio raccontarti una cosa.
per i meandri dello strano lavoro che faccio mi è capitato di incrociare una persona che fa la clown in ospedale. come i suoi colleghi si fa chiamare “dottor sogni” e tutti insieme – cito paripari – “attraverso l’ascolto, il gioco e il sorriso aiutano i bambini e le loro famiglie ad affrontare la difficile prova del ricovero”.
non hanno certo bisogno di uno spot qui, piazzato tra i balli di joss stone e le ultime sulla mia dentizione. però, se ti va, parlane bene. passaparola. che se lo meritano.
comincio io.
http://fondazionetheodora.blogspot.com

il palcoscenico

perché tutte le volte che vedo joss stone ballare scalza sul palcoscenico nel video dei superheavy vorrei essere il palcoscenico?

martedì 13 settembre 2011

denti, ultimissima

il mio dentista mi toglierà due denti del giudizio.
quindi rimarrò con 30 denti invece di 32.
poi, però, pensavo di inaugurare uno stadio e dire in giro che ne ho ancora 32.

venerdì 9 settembre 2011

amori, ultimissima

in mostra a mantova gli "amanti di valdaro": una storia d'amore lunga 6.000 anni.
le mie di solito durano 5.999 anni di meno.
(http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/419418)

fornelli disperati – un master per casalinghi: cheffai? provochi?!

posta in arrivo. una lettrice disperata di questo sblog mi scrive di aver trovato in rete un articolo sull’home management (ah ah ah) dal titolo “un master per diventare casalinghi”. e, gentilmente o provocatoriamente, me lo copia&incolla nella mail.
qui sotto trovi qualche estratto dell’articolo con i miei commenti.

“la mission: l’uomo perfetto sa cucinare. arriva il master in home management per chi soffre di casalinghitudine”.

non ambisco alla perfezione, grazie, poi sennò non mi reincarno più (mi spiace per il dalai lama ma io vorrei tornare su questa terra con il fisico di brad pitt, il cervello di margherita hack, il piede sinistro di maradona, il genio comico di woody allen, l’educazione sentimentale di flaubert, l’estro di jovanotti e le tette di elisabetta canalis. magari non tutto insieme). trovo, peraltro, che un po’ di sbracature in casa facciano simpatia e umanità: per questo tengo sempre una faccina sorridente disegnata nella polvere sul mobile del televisore. e poi la mia “mission” è dare la caccia a tutti quelli che dicono “mission”. come van helsing con i vampiri.

“è un progetto voluto dall’associazione donneeuropee-federcasalinghe rivolto indistintamente a uomini e donne, ma in particolare a neo-separati, single e uomini casalinghi sposati: per l’uomo che non deve chiedere mai, neanche tra i fornelli”.

avviso le federcasalinghe che il punto non è “non chiedere mai”, ma chiedere al momento giusto alla persona giusta. per esempio, al cameriere o all’addetto piatti pronti del supermercato.

“le materie del master: la stirologia applicata. stirare è comunemente visto come uno dei lavori domestici più difficili, noiosi e faticosi; questa lezione, oltre a spiegare la scienza e i segreti della stiratura perfetta, vi insegnerà a farlo divertendosi”.

non discuto la “scienza”, però non capisco come si possano abbinare ferro da stiro e divertimento. forse appoggiando il rowenta (spento) sulla spalliera del divano e occupando tutto lo spazio rimanente intrecciati con scarlett johannsson.

“le materie del master: psicologia del lavoro domestico. come vivere bene tra pulizie e fornelli, il benessere psicologico dell’home manager”.

ah pissicologo dei fornelli, fatte ‘na passeggiata, va'…

“le materie del master: accoglienza e convivialità. come far sentire a proprio agio l’ospite attraverso il piacere del vedere e le regole del bon ton”.

è un punto che non posso approfondire. quasi tutti i miei aspiranti ospiti non sono mai riusciti a scavalcare il mucchio di vestiti, scatoloni ikea e scarpe collocato all’ingresso dell’appartamento. chi c’ha provato vi è rimasto intrappolato. utilissimo anche come antifurto. la convivialità la facciamo al ristorante o a casa tua.

“le materie del master: home fitness. come restare in forma tra una faccenda domestica e l’altra, esercizi semplici con gli attrezzi del mestiere, come combattere la sedentarietà e le patologie tipiche della vita di casa”.

in questo caso approvo. i miei bicipiti traggono giovamento dall’apertura di scatolette e i miei quadricipiti sono molto tonici grazie al salto quotidiano del mucchio di cui sopra, rigorosamente fosbury.

“le materie del master: scienza delle pulizie. pulire è una scienza, non un lavoro da affidare al caso o all’improvvisazione”.

allora mi sa che sono un casalingo jazz.

“le materie del master: sicurezza domestica. saranno illustrate le procedure e i comportamenti atti a prevenire gli infortuni domestici”.

saperlo prima. proprio ieri mi sono slogato una caviglia mentre calciavo la polvere sotto al tappeto. e così non posso venire alla prima lezione del master.

grazie ad a. per avermi spedito l’articolo: non so se dedicarti la prossima pasta scotta o mandarti il conto della tintoria.

giovedì 8 settembre 2011

rassegna(to) stampa

ho passato le vacanze sulla luna, senza leggere giornali né vedere la tivù. tornato sulla terra apro per cazzeggio qualche quotidiano on line. e leggo, in ordine sparso, che:

gesù è quello che ha più amici su facebook (e minaccia di moltiplicarli). seconda è lady gaga

un gruppo di ciclisti professionisti sta correndo il giro della padania. primo ivan basso, seconda è lady gaga

eto’o è andato a giocare a makhachkala in dagestan (non la trovo sul mappamondo: è la padania dei russi?)

valentino rossi arriva undicesimo. primo stoner, seconda è lady gaga

sinead o’connor si è ridotta così: http://www.corriere.it/gallery/spettacoli/08-2011/sinead/1/sinead-o-connor-ieri-oggi-_1357b046-d3bb-11e0-85ce-5b24304f1c1c.shtml#1
(meglio due colpetti a lady gaga)

nel 2030 si potrà andare davvero in vacanza sulla luna

lunedì 1 agosto 2011

cervelli, ultimissima

leggo sul “corriere” di oggi che il cervello umano ha raggiunto il limite, e non crescerà più (www.corriere.it/salute/11_luglio_31/cervello-evoluzione-finita-simon-laughlin-neurobiologo_c5839f6c-bb8a-11e0-acae-70d086d49d73.shtml).
insomma, l’evoluzione della specie ha raggiunto il suo massimo (con l’eccezione di qualche cittadina del nord della lombardia dove sostituiscono la toponomastica italiana col dialetto. ma questo lo dico io, non i neurobiologi).
in fondo la notizia mi dispiace: siccome dicono che gli sbattimenti fanno crescere, sulla fiducia avevo appena comprato un nuovo casco per la moto di tre misure in più.

giovedì 28 luglio 2011

bacio di dama

ufficio, quattro del pomeriggio. mi concedo una pausa caffè con bacio di dama.
che è il nome di un dolcetto, non un apostrofo rosa tra le parole illy e lavazza.
siam mica sul blog dei fan della pausini.

lunedì 25 luglio 2011

cerchie disperate – scappo dalla devitalizzazione

se frequentiamo persone che non sono sulla nostra lunghezza d’onda, i nostri veri alleati non possono trovarci.
cazzeggiando su internet, ho visto che il divertente rob brezsny (http://www.internazionale.it/oroscopo) suggerisce un test: “se scoprirai che la tua cerchia di amicizie è composta da persone e da gruppi che sono al tuo stesso livello di vitalità e di intelligenza, sarà un’ottima notizia, significherà che puoi cominciare a costruire una vita sociale più ricca che aumenterà ulteriormente le tue possibilità di sinergia e di simbiosi. se invece dalla tua indagine emergerà che passi troppo tempo con persone la cui energia non è pari alla tua, capirai che è ora di cambiare”.
il suggerimento non riguarda il mio segno. ma tant’è, io me lo prendo. perché ho la netta sensazione di stare nelle cerchie dei devitalizzati.

il mio amico ben

qualche sera fa è venuto a trovarmi il mio amico ben. è stato qui, a cinquecento metri dall’ufficio dove lavoro. lo aspettavo.
quando è arrivato sono rimasto a bocca aperta. a guardare e ad ascoltare. all’inizio, l’ho fatto quasi con devozione: guardavo e ascoltavo “dal basso verso l’alto”.
poi mi sono rilassato. ho spento devozione e cervello.
ho tenuta accesa solo l’anima.
e allora mi è sembrato di essere seduto con le gambe incrociate, le braghe corte, su una spiaggia della california, col mio amico a suonarmi la chitarra lì di fianco.
un paio d’ore dopo l’ho salutato battendo le mani che non finivo più.
poi mi sono incamminato piano verso la macchina. era quasi mezzanotte di una bella notte, e quel movimentato corso alberato dove lotto sanguinosamente per il parcheggio tutte le mattine ha cominciato a trasfigurare.
me lo ricordo che sembra adesso. quindi tempo presente.
gli alberi del corso, che sopportano religiosamente mille macchine sulle loro radici, sono i santi gospel di “where could i go”. la ragazza sul motorino, sono certo, è una tremenda bugiarda ma dentro di sé porta un meraviglioso diamante. l’aria di milano questa sera di luglio è talmente fresca e inconsueta che mi sembra di poter cambiare il mondo con le mie sole mani. ma non posso cambiare me stesso. perché non mi conosco.
poi i santi, la ragazza, l’aria fresca e le mie mani che cercano le chiavi dell’auto lasciano il posto ai ricordi: dieci anni, forse venti. il mio amico è dappertutto.
l’auto punta verso casa. accendo lo stereo.
adrenalina. groppo in gola. ancora adrenalina.
“burn one down” è nelle cuffiette la prima volta che ho preso un aereo.
“ground on down” è tutte le volte che avrei dovuto gridare e non l’ho fatto.
“with my own two hands” è un asino che mi guarda in un cortile bollente di rodi. bollente come il reggae.
true happiness is “having wings”, e scendo in macchina dal sole della maiella verso il mare.
“better way” è una picchiata in bici giù dal gavia. “fly one time” è quando salgo: vola almeno una volta. ho volato. e voglio rifarlo.
“boa sorte” è un finestrino del treno, tornando a casa.
“by my side” è la carezza malinconica della domenica sera.
nel video di “diamonds on the inside” ci sono tutti i colori che vorrei vedere la mattina al suono della sveglia.
“mama’s got a girlfriend now” è divertimento. punto e basta.
i’ve been “waiting for you” è sempre.
“don’t give up on me now” è la mia pelle, collezione 2011.

il flusso è finito. e il mio amico è ripartito per la california. io vado a dormire perché domani si ricomincia. i believe in a better way, nonostante tutto.
come il mio amico ben.

http://www.benharper.com/media/videos/better-way
http://www.youtube.com/watch?v=bq_6tm8ibmc

domenica 17 luglio 2011

il vegetale furibondo

domenica pomeriggio d’estate, riposo forzato. parte uno scambio di mail con un altro senza famiglia. si parla di coliche, donne pazze, lavori irregolari come le montagne russe, afa e paturnie.
poi l’amico mi scrive: “io non ho più nemmeno paturnie, mi sento più che altro un vegetale furibondo, e pazienza se forse è una contraddizione in termini e che non so di preciso con chi o cosa sono furibondo, ma l’irascibile rilassatezza la trovo fatta su misura per me, mi fa raccogliere le forze e vivere alla giornata”.
ci rido (e ci penso) da una settimana.

mercoledì 29 giugno 2011

fornelli disperati – scatolame superstar (l’avevo detto io!)

qualche sera fa stavo cazzeggiando in una libreria di quelle “multimediali”. ho cominciato al reparto divudì, sfiorando l’acquisto di pirlate nei caraibi e notti da leoni varie. ultimamente mi gira così: il livello massimo di impegno cerebrale lo metto nel seguire il calciomercato su sportitalia e le mie pensate più profonde – woody dixit – vertono sulle hostess svedesi.
sarà che avevo fame, poi sono finito tra gli scaffali dei libri di cucina. da non credere. io che l’ultimo successo culinario – un caffè non bruciato – l’ho conseguito circa un mese fa. e l’unica pentola, che una madre pietosa mi ha piazzato in casa quando ho iniziato l’avventura da casalingo disperato, da qualche tempo mi parla di meno, ride pochissimo, fa orari strani, dice di essersi iscritta a due diversi corsi di pilates e vuole fare le vacanze separati. credo abbia un altro, probabilmente un tegame coi tatuaggi. o forse ha scoperto che nel portafoglio ho più tessere fedeltà dei kebabbari che carte di credito (squattrinato, infedele e a mia volta tradito: un caso da film anni settanta con giancarlo giannini).
già, da non credere. eppure ero lì in libreria a sfogliare con curiosità, imbarazzo e deferenza l’enciclopedia del fritto misto, cotti e mangiati (e speriamo digeriti. non vado oltre perché sono un signore), benvenuti nella mia cucina, questo l’ho fatto io e quello pure.
poi mi trovo davanti “un rompiscatole in cucina” di marco squizzato. leggo sulla copertina che il tizio è un cuoco “rompiscatole”, appunto, "che sa trasformare i cibi conservati nelle scatolette in ricette a cinque stelle". minchia, un mito. io considero da sempre lo scatolame l’unica alternativa a schiscette, doggy bag e metiu bag prodotti da parenti e amici che mi vogliono bene.
il “rompiscatole” mi ha dato anche un’idea: un libro su come trasformare in piatti da gourmet i cibi conservati nelle scatolette scadute. senza morire.
ci lavoro, spacco le classifiche di vendita, divento ricchissimo. e fanculo a quella zoccola della pentola.

piesse: il libro esiste davvero!
ecchilo: http://www.ibs.it/code/9788820050986/squizzato-marco/rompiscatole-in-cucina-lo.html

lunedì 27 giugno 2011

d'estate mi si abbassa il rating

sabato sera come mille altri, a chiedermi che cosa ci sono andato a fare.
domenica mattina come mille altre, a riflettere con un altro scappato di casa su: "qual è il nostro problema?"
domenica pomeriggio come mille altre, in bici a schivare le zanzare sul ticino.
poi stamattina sul tram avevo una faccia che un'ottantaduenne mi ha ceduto il posto a sedere.
se mi beccano quelli di standard & poor's mi abbassano il rating.

giovedì 16 giugno 2011

scrivanie disperate – l’assicuratore

oggi sono stato a pranzo con un assicuratore. me la son cercata: è un conoscente, ha iniziato da poco un nuovo lavoro e sta facendo un po’ di rete, come dicono quelli bravi. premesso che non saprei cosa assicurare, gli ho comunque assicurato (ops) che valuterò con attenzione la sua proposta.
ma a metà della presentazione della polizza delle meraviglie mi è tornata in mente quella scena di “prendi i soldi e scappa”… una fatica poi a star serio…
ecco, l’unica cosa che assicurerei della mia vita in questo momento è la collezione dei dvd di woody allen.

http://www.youtube.com/watch?v=taavflb1uqo

venerdì 10 giugno 2011

frigoriferi disperati – abrogo

domenica e lunedì si vota per i referendum. abrogativi. in pratica, se vuoi dire no, devi votare sì: i referendum abrogativi sono stati sicuramente inventati da una donna.
io comunque voto sì, soprattutto a quello sul nucleare: voglio che da martedì mattina le uniche tracce radioattive in italia siano quelle presenti nel burro andato a male da due anni nel mio frigo.

mercoledì 8 giugno 2011

rinco-bonus

l’altra mattina ho imboccato la strada per andare in un ufficio dove non lavoro più da tre anni.
dovevo vedere una persona per riportarle un cd che mi aveva prestato: organizziamo tutto e mi presento senza cd.
questa mattina, incazzandomi, ho cercato ripetutamente di aprire il garage di un altro.

spero almeno che tutti questi rinco-bonus valgano come referenze quando farò domanda per entrare alle residenze anni azzurri.

venerdì 3 giugno 2011

pippe

cin cin! domani sono all’ennesimo matrimonio di amici. bello, per carità. partecipo alla vostra gioia, per carità. ma se penso a quanto mi siete costati in questi anni in regali, notti da leoni per gli addii al celibato, scarpe nuove che mi fanno male i piedi, cravatte che poi non metto più…
e mai una pippa che facesse la damigella. chissà perché le spose dei miei amici non hanno amiche. o, se le hanno, sono sposate/fidanzate. o, peggio, vanno bene per cantare alla corrida.
c’ho pensato a cosa voglio in cambio: quando sarà il momento pagatemi almeno il funerale. modelle disperate al capezzale comprese.

martedì 31 maggio 2011

“scappato di casa” porta culo! già pronti i tariffari

sono proprio contento: la futura mamma di cui parlavo qui ha trovato lavoro. un contratto volante di qualche mese, di quelli che van tanto alla moda. sempre meglio che una colica, come dice il mio amico b.
ora, è evidente che questo blog porta culo. e mi sembra legittimo lucrarci.
eccoti allora un menù con le mie prestazioni da yogi-mago-talismano-cartomante-massaggiatore-disperato (per maggiori info, citofonare “mamma ebe”).

se vuoi la mia benedizione laica: 10 euro

mettermi una mano sul culo (ancora sodo nonostante i 40) prima di un esame costa 150 euro. se sei una fanciulla ti dò 1 euro io, ma prima voglio vedere la foto, sennò son 150 anche per te.

last minute solo per chi ha fatto studi classici: fescennino con valore apotropaico a 250 euro. in pratica, vestito da antico etrusco ballo per due ore a casa tua al ritmo di “sono un ragazzo fortunato” di giovanotti. in un colpo solo puoi vincere la lotteria, ti torna a casa il cane scappato due giorni fa e tuo marito per tre sere consecutive – hai letto bene: tre sere consecutive! – non guarda le partite su sky.

offertissima estate 2011: post personalizzato benaugurante prima di un volo aereo con qualche low cost a pedali. paghi 25 euro a giugno, 33 a luglio e 40 ad agosto.
le tariffe sono da intendersi per voli di andata e ritorno. non rispondo se ti perdono la valigia.

post personalizzato benaugurante per trovare un lavoro precario estivo: 14 euro. astenersi aspiranti animatori: mordo.

post benaugurante per trovare la fidanzata: mi dispiace, qua penso di non poterci fare un tubo. e comunque, se te la trovo, voglio lo ius primae noctis. e 500 euro. vedi tu.

post benaugurante per trovare il fidanzato: 25 euro. al limite avrei anche un amico da presentarti, ma son contrario alle cose combinate. comunque dammi 15 euro in più e te lo presento.

le uniche reliquie disponibili al momento sono i peli che perdo per la casa e si radunano sotto il divano a mazzetti, tipo pacific trash vortex.
price: un mazzetto 2 euro, due mazzetti 3 euro, tre mazzetti devi aspettare che inizio a perdere i capelli.
stai pensando che costano mooolto meno del mazzo di fiori che hai preso alla morosa? sei una brutta persona.

le reliquie postume (denti, occhiali da sole, scorte di carne simmenthal, la maglietta dell’incredibile hulk con cui dormo) non le posso gestire io.
lunica cosssa chxe poso faare adeso è battere sulxclla tastieera conil naso perche lee manis ono occupatte sui maroni.

comunque l’appuntamento per tutti è al ponte delle barche di bereguardo dove, prima dell’estate, dovrei apparire a due pastorelle a bordo di una mountain bike.
le foto dell’apparizione costeranno 5 euro l’una fino all’avvio delle pratiche di beatificazione. poi metto tutto in mano al marketing e te la devi vedere con loro.

e se non credi alle mie doti taumaturgiche, ti risponderò con le imperiture parole del mago omar. che dalla tivù, a un anonimo ascoltatore che gli diede del ladro prima di chiudere la comunicazione, disse puntando l’indice verso la telecamera con tono minaccioso: “minchia, che se io saprei chi sei…”
“saresti un mago”, commentò qualcuno della gialappa’s.

giovedì 19 maggio 2011

il scignore scia con voi

molto del nostro modo di sentire e di vedere il mondo si forma nelle età del pannolino e dei pantaloni corti, dicono. ora, io non sono particolarmente anti clericale, però trovo sempre una vena un po’ ridicola in diverse faccende che riguardano la chiesa. chissà perché.
forse perché, quando mi portavano a messa ai tempi delle scuole elementari (salvo matrimoni, funerali e qualche comparsata qua e là le mie ultime funzioni risalgono a quell’epoca), guardavo e ascoltavo dal basso verso l’alto dell’altare un parroco con un buffo difetto di pronuncia: una “esse” che diventava una “scc”, morbida morbida. come quando ti balla la dentiera o hai bevuto troppo o tutte e due le cose insieme.
prima di congedarci, quel don di cui non ricordo il nome recitava: “il scignore scia con voi”. e noi: “e con il tuo spirito”.
io subito m’immaginavo sulle piste con mia sorella, gesù di nazareth, il suo babbo – un dio del super-g ma anche temibile agitatore di valanghe, se non facevi tutti i compiti per il lunedì – la sua mamma, mio cugino, gustavo thoeni (un altro con la “scc”), pierino gros e lo spirito del parroco in tuta bianca aderente con finale a zampa di elefante (erano gli anni settanta, beibi).
in realtà, come tutti i bambini di famiglia semplice, a sciare ci sono andato quasi mai. noi siam cresciuti a “bandiera” in cortile e sudate a pallone in strada, nei prati o all’oratorio. così, quando mi capita di uscire con qualcuna che ha fatto equitazione e badminton, per non addormentarmi ripenso a quelle sciate immaginarie della domenica mattina.

mercoledì 18 maggio 2011

un regalo per me

“time, it opens all wounds and trust
gonna put me in the tomb the world isn’t mine
the world isn’t mine to save
i can’t afford to lose what
you resell, throw ‘way

and i don’t even know myself
what it would take to know myself
i need to change, i don’t know how
don’t give up on me now

it’s not what we do
it’s what we do, it’s what we feel
takes all you have to stare it down
and whisper devil no deal
and i don’t wanna fight
don’t wanna fight my father’s war
you can wait your whole life
not knowin what you’re waiting for

and i don’t even know myself
what it would take to know myself
i need to change, i don’t know how
don’t give up on me now”

ben harper, “don’t give up on me now”

http://www.benharper.com/media/videos/dont-give-me-now
http://www.youtube.com/watch?v=6ha1qu3m9be
http://www.youtube.com/watch?v=hc14-dbhtrq

martedì 17 maggio 2011

fornelli disperati – donne, correte, i cocomeri esplosivi! ultimissima

http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20110517_00128.shtml: cazzo, forse questo non lo mangerei nemmeno io.
però, dipende: metti che la mamma per tre week end consecutivi m’impedisce di fare la spesa nel suo frigo. sospendo il giudizio, va.

grazie

grazie è una parola che si usa poco. oggi voglio usarla io e la mando, tutta bella infiocchettata, ai “pazzi che mi leggono” lì sotto a sinistra. grazie.

venerdì 13 maggio 2011

crepi il lupo

và per i 29, è intelligente, non paracula, un buon percorso di studi, asciutta nei rapporti ma non se la tira e ha già qualche anno di esperienza lavorativa nel roboante e luccicante mondo della comunicazione. dopo curriculum in formato europeo, italiano e marziano, stage e ri-stage, qualche anno fa le arriva “l’opportunità”, come dicono quelli bravi: un contratto di apprendistato in una redazione. ci si butta, impara, lavora sodo, scrive articoli, fa la hostess alle fiere, sposta scatoloni, ferie pagate, qualche sabato e qualche domenica gratis. con la prospettiva – al termine degli anni di tirocinio – di essere assunta.
poi, arriva la crisi. almeno così le dicono. il contratto scade e di trasformare l’apprendistato in un tempo indeterminato non se ne parla più: all’azienda costerebbe troppo. risultato: è disoccupata. ma non licenziata, ahilei, e quindi per il momento non ha diritto al sussidio per la disoccupazione. sottili, inculanti, differenze.
la mancata “prosecuzione del rapporto” le viene comunicata qualche mese prima. così ha un po’ di tempo in più per organizzarsi e ricominciare: ri-curriculum in formato europeo, italiano e marziano, qualche colloquio e le prime nausee. le nausee, però, non c’entrano col fatto che l’unica proposta di lavoro arrivata in tre mesi è di mezza giornata come venditrice di sciampi senza il fisso. no, le nausee c’entrano col fatto che da un mese aspetta un bambino.

non so perché ho scritto questa storia. forse perché a differenza di un sacco di cose che metto qui è tutta vera, è seria, è brutta, è bella. soprattutto perché, anche se non lo leggerà mai, volevo fare un in bocca al lupo a una futura mamma disoccupata e al futuro figlio di una mamma disoccupata.

terremoti, ultimissima

alla fine il terremoto a roma non c’è stato. in compenso la terra è tremata nella murcia, in spagna, dove si erano temporaneamente rifugiati circa 387mila prudentissimi romani.

martedì 10 maggio 2011

scioglimenti, ultimissima

la chiesa è allarmata per la riduzione dei ghiacciai. l’ho letto stamattina sul giornale. la pontificia accademia delle scienze sta infatti studiando l’impatto dello scioglimento dei ghiacci sull’ecosistema.
sono piacevolmente sorpreso: pensavo si occupassero solo dello scioglimento del sangue di san gennaro.

mercoledì 27 aprile 2011

tempestività

mi sono iscritto a yoga al momento giusto.
dopo la scomparsa del sai baba si è liberato un posto come levitatore.

fornelli disperati – al tuaja

io non apparecchio quasi mai: mangio nella pentola. quando invece voglio fare lo sciccoso mi concedo l’agile tovaglietta ammericana da colazione. dicono che è sintomo di poca attenzione per se stessi.
Allora, forse, dovrei fare come il tuaja (il tovaglia, per chi non spiccica il milanes). al tuaja, ho sentito raccontare, era un tale delle mie parti che a metà del secolo scorso si portava in fabbrica la schiscetta e se l’apparecchiava con tovaglie e tovaglioli. enchanté. oggi, al massimo, uno che si fa chiamare al tuaja sarebbe sospettato di fiancheggiare il mullà omàr.
insomma, non ci son più le mezze stagioni e nemmeno i soprannomi di una volta (e, se non mi sbaglio, il dottor house si è innamorato).

se non hai di meglio da fare, mi scrivi qui sotto qual è il soprannome più bello che conosci?

e, se proprio sei in cassa integrazione, clicca qui http://www.gioco.it/gioco/Dinner_Decoration.html e gioca anche tu al gioco del tuaja!

venerdì 22 aprile 2011

melonieri disperati

venerdì santo, giornata di penitenza, pentimento e astinenza. sarà per questo che la mia capa, nonché titolare della melunera, oggi si è astenuta… dal venire in ufficio. senza avvisare, ha preferito gli ozi del ponte ai doveri professionali.
quando tornerà al lavoro, come tutti i melonieri italiani che si rispettino da un paio d’anni a questa parte, stretta nel pentimento ricomincerà a lamentarsi della crisi.

nota bene: questo post è stato scritto e pubblicato in pausa pranzo.

giovedì 14 aprile 2011

sacchetti

sono ecologista. eppure non capisco la battaglia contro i sacchetti di plastica: sono così utili per soffocarsi quando la squadra del cuore abbandona ingloriosamente la champion's. quelli biodegradabili si spaccherebbero.

mercoledì 13 aprile 2011

tappami le orecchie

lui ha un completo blu. da qualche indizio credo lavori per un’agenzia immobiliare. lo chiameremo “un tot al metro quadro”.
lei camicetta e gonna anonima, probabilmente fa la commessa. la chiameremo “un tot al chilo”.
seduti in treno vicino a me parlano di una serata a milano che “un tot al chilo” ha passato in un locale mal frequentato, dice, beccandosi qualche apprezzamento. “un tot al metro quadro” non aspetta altro. e la butta lì: “ma era gente normale o extracomunitari?”. “mah, di colore sembravano normali”, risponde “un tot al chilo” con vago rammarico.
e poi dicono che le radiazioni di fukushima non sono arrivate in europa. sono arrivate, sono arrivate. le distribuiscono un tot al pirla.

lunedì 4 aprile 2011

stonature di campagna

venerdì sera, breve passeggiata dopo "cold case". dalle mie parti, in queste sere di primavera c'è un sentore di letame nell'aria che è un peccato restare in casa.

mercoledì 30 marzo 2011

ombrelli e sedie elettriche

mi unisco con scarso entusiasmo a una cena nel cuore della city milanese. l’invito arriva da un amico con fidanzata ed è piuttosto generico: “dai, vieni! c’è anche altra gente simpatica”. “l’altra gente simpatica” si rivela una tizia per la quale – specchio riflesso – anch’io devo essere “l’altra gente simpatica”.
dopo una decina di minuti, “l’altra gente simpatica” ha già chiamato otto volte la cameriera con un campionario di gesti da zoo e si è dichiarata favorevole alla pena di morte (non per la cameriera). quindi mangiamo.
fuori piove e dopo il conto tutti rovistano nel porta ombrelli alla ricerca del proprio. io, il mio, non lo trovo. ci resto male e rimedio con uno simile: è la solita catena, penso. mentre ci salutiamo sul marciapiede fuori dal locale noto che il mio ombrello ce l’ha il boia con gli orecchini. “scusa – chiedo timidamente – forse per sbaglio hai preso il mio ombrello?”. “può darsi – dice ridendo – il mio era rotto e ne ho preso un altro a caso”. ecco. “lo rivuoi?”. “sì, grazie. me l’hanno regalato a natale e ci tengo come un cane tiene al suo osso”.
personalmente sono contrario alla pena di morte ma d’ora in poi farò un’eccezione per l’amico e la rispettiva fidanzata per i quali sto già allestendo una sedia elettrica di fortuna (alimentata con energie rinnovabili: all’ambiente ci tengo).

funghetti!

sono circondato da gente che si riproduce. amici, colleghi e parenti (qualcuno, ormai, è più in età da nonno/a che da babbo/a). è come dormire dentro un bosco dopo qualche giorno di pioggia: ti svegli e ti accorgi che nella notte è sbucata una miriade di funghi.
condivido la gioia per i nuovi funghetti ma, con una punta di orgoglio, ho deciso di partecipare da protagonista ai festeggiamenti: nel fine settimana, con l’assistenza del professor antinori, metterò in stato interessante il mio migliore amico.

ps: la bellissima immagine è di lorella flamini

odio

mi hanno rotto la serratura di casa. guardo la macchina e ci trovo una nuova saccagnata, sbucata chissà come e non per colpa mia. la primavera per ora mi ha portato in dono solo tre afte in bocca.
è evidente che qualcuno mi odia. siccome amo fare le cose in grande, credo sia dio in persona.

mercoledì 16 marzo 2011

faccio del mio medio

qualche tempo fa ho letto sul “corriere della sera” che negli stati uniti la mezza età comincia ormai in anticipo. per la precisione, intorno ai 35 anni. colpa della crisi economica che sembra stia facendo invecchiare più velocemente la popolazione. che differenza: in italia a quell’età sei un bamboccione. là un vecchio. esci di casa con i calzoni corti e le raccomandazioni della mamma, sali sull’aereo per gli usa e quando scendi ti mettono il catetere.
io penso di essere italo-americano: riesco a fondere le peggiori caratteristiche del bamboccione italiano con la crisi di mezza età d’oltreoceano. in pratica, faccio media: giovane con le cuffiette dell’mp3 e la cintura sgibò; veterano assillato dalle bollette che sogna ancora di segnare in rovesciata a calcetto.