giovedì 20 novembre 2008

fornelli disperati - la tisana

nella vita bisogna rimangiarsi molte cose. succede. ma mai, davvero mai, avrei pensato di dovermi rimangiare anni di battaglie contro le tisane: le ho sempre ritenute inutili come un ventilatore a gennaio e invitanti come un piatto sporco nel lavandino. e poi assolutamente poco marketing: se racconti in giro che bevi la tisana devi subito compensare chiarendo che fai il pugile, sei abbonato a playboy e ti lavi i denti con la grappa. mica che…
insomma, nel mio immaginario le tisane sono da sempre infusi inutili: infutili, per essere sintetici. eppure.
eppure da qualche sera prendo la tisana: ho raccolto un suggerimento contro la pancia gonfia e l’ho fatto mio. d’altronde viaggio da una settimana con un tamburo sciamanico che spinge sulla cintura: una novità assoluta, che osservo dall’alto con curiosità e orrore. è lo stress, dicono. sarà. fatto sta che ho provato prima col carbone vegetale, sposando la causa verde delle energie rinnovabili: sono andato a eolico per un giorno, ma la biomassa è rimasta nel mio corpo. poi la persy, un’amica spacciatrice di semi di finocchio, mi ha aperto un mondo nuovo: la tisana al finocchio, appunto. però, credo per punizione divina (gli dei della tisana sono numerosi e potenti, ce n’è uno per ogni infuso: dalla rosa canina che non abbaia fino alla noce di rabarbaro etrusco), il teatrino della preparazione dell’infutile è stato da mettere su youtube. innanzitutto ho mandato a temperatura di fusione nucleare l’acqua. quindi, messo in preallarme il centro grandi ustionati di niguarda, ho versato il liquido ormai in fiamme nella tazza dove avevo preventivamente scucchiaiato un po’ di finocchio. il tutto si è svolto in un clima sereno e di grande fiducia. in diretta telefonica mi assisteva l’amica elle che, con la pazienza di madre teresa di calcutta, mi ha incitato e guidato nell’operazione. quindi ho mescolato e lasciato riposare qualche minuto l’infutile. e solo a quel punto mi sono reso conto di non aver mai posseduto un colino, forse perché non lo vendono nel reparto piatti pronti del supermercato. ma fermarmi sarebbe stato da codardo e ho deciso di sorbire comunque l’infutile: ho incollato le labbra al bordo della tazza, tipo ventosa, utilizzandole come diga per i semi e, con rapidissimi rilasci, ho lasciato passare la brodaglia di verdura. che ora, in compagnia di qualche seme garibaldino, è alla caccia dei gas che mi tormentano.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

stò smettendo di ridere solo ora !!! (è passata mezz'ora da quando ho letto LA TISANA)
o Metiù, la tua ironia non ha rivali!!
E CONSIDERO CHE PERSY non è di certo tua amica se da per scontato che tu sappia tutto sulle tisane: tipo x quanto tempo devono rimanere in infusione, serve un colino se si usa sfusa .. ma poi che amica è una che non ti dice che i semi di finocchio sono venduti anche in comode bustine usa e getta????

Anonimo ha detto...

Caro Metieu, ebbene sì, confesso: dopo anni di facile ironia sugli uomini che per rilassarsi bevono tisane, eccomi qui, sono fra loro. Non so dirti o meglio ricordarmi quando ho iniziato; ma le tisane alla menta mi fanno impazzire. Vorrà dire qcosa?
F

métiu ha detto...

grazie cari,
allora: cazzierò la persy che non è una buona spacciatrice e proverò la tisana alla menta.
ehm... ed eviterò di confessare che il colino l'ho trovato. ce l'avevo e non so neppure com'è finito in casa mia. ecco, confessato.
baci
-métiu