martedì 11 novembre 2008

quando serviva

mia nonna è morta nel 1999 a cento anni suonati. suonati da pochi giorni, per la verità: giusto il tempo di festeggiarla e se ne è andata. qualche parente vive da allora nel dubbio di aver esagerato con l’affetto durante le celebrazioni del secolo di vita. in effetti la nonna dovette affrontare, nell’ordine, una breve cerimonia sul pianerottolo di casa, acclamata dai condomini di mezza vita; una cena con i parenti stretti e, due giorni dopo, un mega party stile carramba-che-sorpresa con gente che non vedeva da quarant’anni, compresi alcuni sfollati che aveva ospitato a casa durante la guerra. per fortuna vennero evitati collegamenti con “la vita in diretta”, ma non i cori alpini.
ieri ho visto un film, “big fish”, che me l’ha ricordata. anche lei, seppur in misura molto minore rispetto al protagonista di tim burton, amava ogni tanto condire le storie per accalappiare l’attenzione dei nipotini. e lo faceva con un grandioso mix di realtà e finzione, di cui mi sono rimasti solo dei momenti: la sorella incenerita da un fulmine sulla panchina di fronte a casa, il cugino ubriacone che, tornando in cascina la notte, vide il diavolo sotto forma di caprone, un paio di ebrei nascosti in soffitta durante i rastrellamenti del 1944, le notti gelate passate nei fossi durante i bombardamenti, l’incredibile appetito di una tal “rosa burlon” che per la stazza elefantiaca non passava dalle porte, l’incomprensibile inquilino del piano di sopra a cui sarebbe mancata gran parte della lingua, il gatto sparito per tre anni e poi tornato a casa senza una zampa. una galleria di drammi, facezie e personaggi freak da scriverci una sceneggiatura. o anche solo da ricordare di tanto in tanto. fossi stato meno scemo e avessi preso appunti, quando serviva.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo... anzi, via la maiuscola: bravo. niente da dire...

tramp

métiu ha detto...

grazie tramp. anzi, sei così gentile che... grazie Tramp
-métiu