mercoledì 17 dicembre 2008

come tex

luci spente. temperatura sui cinque gradi. andamento lento. un cinese mi tossisce addosso a intervalli regolari. andamento lentissimo. lamentele assordanti ai cellulari. andamento fermo. credo che il cinese stia per vomitare. un pensiero alle hawaii. dopo venti minuti si riparte. un ringraziamento all’onnipotente. il cinese doveva solo tossire. altro ringraziamento all’onnipotente. se proprio deve vomitare che lo faccia addosso al controllore. mi faccio largo per scendere. scendo. guardo l’ora. insulto l’onnipotente. sono le nove. guardo con odio e pietà la stazione effeesse. due ore e dieci minuti per percorrere i 23 chilometri che mi separano dall’ufficio. prego l’onnipotente: ridammi la mia macchina alla svelta. domani si ricomincia. cammino verso casa. penso che in caso di pioggia eviterò il tram: non mi piace la nuova fermata “sempione lago”. cerco le chiavi. da qualche altra parte del mondo sta partendo la frecciarossa: un’ora per andare da milano a bologna. la frecciarossa è arrivata. apro la porta. sento pungere: è la frecciarossa che si è infilzata proprio in culo ai pendolari. starnutisco. in cinese. strappo la freccia come tex. ma dovrò cenare in piedi.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Scintillante Metiu! Ma hai cambiato lavoro? Ancora?!

Anonimo ha detto...

Pardon, sono p

métiu ha detto...

grande p,
ebbene sì a gennaio, tra mille tormenti, ricambio lavoro. è una buona opportunità ma lascio indietro un pò di amici. vabbè.
ci sentiamo
-m