giovedì 22 maggio 2008

un'altra cosa che ho perso

di recente ho lasciato in giro due ombrelli, una fetta di autostima, un libro e ho cancellato qualche numero di telefono e qualche sms. saranno su un treno, in un bar, nell'etere, a casa di qualcun altro, in una parte di me che non c'è più o forse si è solo nascosta. tutte cose che ho perso, più o meno coscientemente.
coscientemente, ieri ho perso un lavoro che facevo da sei anni. non potevo continuare, non c'erano più le condizioni professionali minime. riparto da un'altra collaborazione, forse è meglio così. ma domani vado a sbaraccare l'ufficio e so che non sarà facile. in quelle cinque stanze ho fatto di tutto: ho lavorato sodo, ho eseguito ordini e poi, piano piano, ho dovuto cominciare a darli, sempre chiedendo per favore e dicendo grazie. ho compiuto tutti gli anni che vanno dai 31 ai 37. mi sono guardato allo specchio dopo la pipì con la faccia incazzata, stanca, serena, abbronzata, verde, perplessa, con la barba di una settimana e altre volte non mi sono nemmeno visto tanto ero di fretta. ho preso quelle telefonate che ti fanno sudare. ho trovato degli amici, qualcuno poi se ne è andato per lo stesso motivo per cui adesso me ne vado io e, forse, in un certo modo l'ho tradito rimanendo lì. ho stampato mille pagine che forse potevo non stampare, poveri alberi. ho cazzeggiato con gli amici del forum. mi sono sentito realizzato. e ho realizzato il sogno del mio ex capo: fare un giornale da solo. lui blatera ma non l'ha mai fatto, io sì. non ho mai urlato con nessuno, anche se a volte avrei dovuto farlo. nessuno ha mai urlato con me. ho imparato un mucchio di cose, compresa qualche parola di olandese e l'importanza della statistica. ho bevuto mille caffè bucastomaco della macchinetta. ho avuto la certezza che le lauree si possono davvero comprare. ho visto allargarsi una scollatura prima della riunione col capo. mi sono impigrito guardando la scuola fuori dalla finestra. ho visto un amico che andava a fare un'intervista in bermuda da spiaggia a un professore universitario. ho pagato di tasca mia il clandestino che fa le pulizie quando non c'erano i soldi, nonostante mi avesse confessato che adorava berlusconi. mi sono innamorato e l'ho baciata nel corridoio. una volta ho dormito. un'altra ho lavorato con la febbre alta. dopo un pranzo a una conferenza ho lavorato quasi da ubriaco. penso anche di aver insegnato qualcosa, che la competizione non serve a niente, serve solo avere un obiettivo comune e arrivarci. mi sono preso la colpa delle cose che ho sbagliato e ho cercato di dividere i meriti di quelle fatte bene. ho parlato al telefono con furio honsell, un paio di ministri e montezemolo. ho visto le partite dei mondiali di calcio, quelli di materazzi.
c'ho messo impegno. ultimamente forse anche il culo e qualcuno ci si è infilato.

5 commenti:

s ha detto...

sei troppo un grande!
sai come la penso... i cambiamenti fanno sempre bene e in questo caso più che mai!

Anonimo ha detto...

grande metiu', condivido in pieno il giudizio di s. A parte le cazzate tipo cambiamento=opportunita', sono sicuro che ti fara' un gran bene

facci sapere com'e' il lavoro nuovo (perche' hai un lavoro nuovo, vero???)

ma com'e' che hai imparato l'olandese? Io dopo 10 mesi che vivo nella landa sotto il livello del mare so a malapena spiccicare "dankuwel" (non sono sicuro dello spelling, tra l'altro) quando vado dal tabaccaio

pi

métiù ha detto...

s e pi, vi ringrazio per l'elogio del cambiamento che terrò ben impresso nella mia zucca.
in olandese so che postkantoren sono le poste. fine, credo. merito di una collega di origini olandesi.
non ho un nuovo lavoro vero e proprio, continuerò a lavorare il lunedì per una newsletter dove ho cominciato sette mesi fa e spero di allargare un pò la collaborazione. se non si allarga vi vengo a trovare ad amsterdam e a new york.
nel post mi sono dimenticato di aggiungere due cose: una volta ho pure lavato le asciugamani dell'ufficio. e se trovate in giro un ombrellino rosso è mio.
vi abbraccio
-m

b ha detto...

Come ti dicevo, vedrai, lavorativamente alla fine sarà davvero una liberazione, non si vedeva futuro per quel giornale. purtroppo credo che all'inizio sentirai la mancanza di quel posto, inteso come scrivania, pareti, corridoio, abitudini, giornale, routine, ricordi. ma, piano piano, sarà uno dei tanti posti insostituibili che saranno sostituiti dal prossimo posto insostituibile.

Anonimo ha detto...

caro bi, è un piacere ospitare la tua sapiente penna in questo luogo di cazzeggio. credo proprio che l'unica che cosa che non mi mancherà certamente sarà lo scarrafone che, periodicamente, faceva capolino dai tubi di scarico del bagno. l'ho già sostituito nel mio cuore con una mega zanzara vietnamita che non riesco a scacciare dal mio mono. sento già che diventerà insostituibile.
e poi, vuoi mettere come ci sente importanti ad andarsene nella stessa settimana di roberto mancini?
-m