venerdì 26 giugno 2009

“… e adesso ridono dentro al bar”

primo maggio 2008. dieci e venti di domenica mattina. ventesimo minuto del primo tempo. sei seduto su una panchina, non in un parco ma a bordo campo. l’orizzonte è tutto scuro e senti le gambe molli. tanto molli. sei brutto da vedere. grigiastro, direi. non c’è dubbio: stai per svenire. poi qualcuno ti passa un bicchiere di thè caldo e una bustina di zucchero.
dieci minuti prima pensavi di essere maicon. ma dai: non giocavi da un anno. c’hai la tua età, ormai. ti sei alzato alle 9:40 e non hai fatto nemmeno colazione. e se ti danno una palla lunga in profondità sapersi trattenere dall’inseguirla per forza è sintomo d’intelligenza, non di scarso impegno. che poi quella roba che hai crossato era corta anche su un campo di subbuteo. soprattutto, fare un po’ di riscaldamento non vuol dire ciondolare cinque-minuti-cinque sull’erba al sole, sparando cazzate con altri dieci aspiranti suicidi.
adesso lo zucchero ha fatto effetto. non sei più grigio topo e vorresti rientrare. per fortuna ne va giù un altro, che c’ha pure un anno meno di te, e ti tocca accompagnarlo negli spogliatoi. “stiramento”, dice. con scarsa convinzione, durante la doccia vi date appuntamento alla partita del 2009.
(quest’anno non sono svenuto, quindi non c’è molto da raccontare).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

per osmosi stò ridendo davanti al mio pc...

nikita ha detto...

accipicchia, ciao Metiu.. scusa non mi sono accorta di avere addosso il mantello invisibile

nikita ha detto...

e rido davanti al pc..

metiu (desperate houseboy) ha detto...

in realtà c'è poco da ridere, stavo a schiattà... ;)
grazie x essere passata ancora di qui, a presto