lunedì 19 gennaio 2009

ho paura del buio

c’è una canzone che finisce così: “adesso la luce del sole è sparita, la foresta si popola di nuova vita”. nell’ultimo mese mi è capitato due volte di godermi per bene il momento in cui il buio prende il posto della luce, e di vivere questo passaggio non dal finestrino di un'auto o di un treno. e neppure dietro lo schermo di un computer né dalla finestra di casa. ma dentro un bosco. la prima volta è stata durante una nevicata memorabile. la neve, bianca e luminosa, ha tenuto in un certo modo lontano il ringhio di un paio di cani incazzati alle calcagna, domiciliati nelle cascine circostanti. la seconda è stata avvolta nella nebbia che, si sa, rende tutto un po’ spettrale. soprattutto i rami degli alberi, magri come l’inverno. questa volta a tenere a bada il brivido che corre per la schiena quando arriva il buio c’hanno pensato due gufi. abitano in un’oasi per il recupero di rapaci impallinati dai cacciatori. e in quel posto, si può dire, li ho visti crescere. chissà se un giorno li libereranno o se ormai sono talmente rincoglioniti da dover finire i loro giorni in quel gabbione: sinceramente, non ho mai avuto il coraggio di chiederlo ai loro salvatori. loro, i gufi, ti guardano guardarli da dietro le fessure. e pensano quanto sono idioti quegli esseri che prima li hanno fucilati, poi li hanno curati e adesso li spiano dal buco della serratura.
“narra una leggenda popolare che dio creò il mondo con tutti gli animali, ma che poi, riguardando il gufo, un po’ si pentì di averlo fatto così strano, con occhi così grandi, abitudini bizzarre e notturne. allora gli volle fare un grande dono: sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe sempre portato con sé i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura”.
(grazie ad a + elle per aver diviso con me quei diversi tipi di buio. e grazie ad a per la "leggenda del gufo").

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Te lo spiego io.
Quei gufi non sono mai stati liberati perchè a causa degli "incidenti" subiti sono stati sottoposti alla parziale amputazione delle ali e possono spiccare solo brevi voli, con conseguente loro incapacità di procacciarsi il cibo e di sottrarsi ad ipotetici attacchi di altri animali (dico evenutali perché prima dovrebebro reintrodurre nel Parco del Ticino i loro predatori). Se venissero liberati muorirebbero. Hanno gli occhi forse un pò tristi ma penso che nonostante la loro condizione abbiano scelto lo stesso di vivere. Se non fosse così si sarebbero lasciati morire rifiutando il cibo fornitogli dai volontari del centro.
Questi gufi sono un esempio di ciò che a causa dell'azione uomana la natura subisce e le domande (che tu non hai posto) vanno poste proprio per comprenderlo ed aiutarci ad imparare la cultura del rispetto.
Associazione il panda è buono cucinato al forno

métiu ha detto...

ciao anonimo,
grazie per le info. diciamo che non ho mai posto la domanda perché temevo che la risposta fosse quella che mi hai dato tu. in fondo speravo che, come altri animali soccorsi in quel centro, avessero un giorno la possibilità di riprendere una vita "normale". se sei uno dei volontari del centro, o in qualche modo lo sostieni, ti faccio i miei complimenti. da parte mia continuerò a rispettare la natura e a sentirmi un pò scemo a guardarla dal buco della serratura. le domande le lascio porre a chi, per imparare la cultura del rispetto, ha bisogno di risposte.
ciao
-m

b ha detto...

E la cosa più incredibile è che i gufi reali non hanno predatori né nemici in natura, sono in cima alla catena alimentare. ma gli uomini, si sa, provano invidia per i reami felici

métiu ha detto...

caspita, qui sta diventando quark. grazie a tutti per gli interventi. e l'importante è che i gufi stiano bene.
ciao
-m

Anonimo ha detto...

Concludo la puntata di quark. Ho imparato una cosa nuova da b, i gufi reali sono al vertice della catena alimentare e, quindi, non hanno predatori ne nemici. In considerazione di ciò, sentendomi in qualche modo bacchettato, arrampicandomi sui vetri, preciso che ciò è vero quando il nostro amico gufo è in piena forma, ma ipotizziamo che, come nel nostro caso, il gufo non sappia volare e si trovi di fronte 5 lupi affamati, che fanno questi, non se lo pappano?
Sono in vena di puntualizzazioni e contento del fatto che Metiu è "rispettoso" della natura, osservo che non sei esonerato comunque dal fare domande. Porti tuo figlio o qualcun altro a vedere gli amici gufi, ti chiedono perché stanno in gabbia? Che rispondi? stanno in gabbia perché la LIPU vuole farli vedere alla gente? A quel punto lui penserà che i cattivi sono quelli della LIPU. Non sarebbe educativo, ergo le domande vanno poste.
Ho messo tra virgolette rispettoso perché nessuno di noi lo è. Usi l'aria condizionata? metti il magic water, usi la cartigenica per andare in bagno? Piccoli esempi di mancanza di rispetto della natura. Ci è impossibile rispettare davvero la natura perché perderemmo troppe comodità e forse addirittura saremmo impossibilitati a vivere nella nostra società.
Ciò nonstante cerchiamo almeno di fare del nostro meglio.
Alla prossima evenutale puntata di quark.
Associazione il panda è buono al forno

métiu ha detto...

ciao e ri-quark! so che i paradossi non andrebbero spiegati, però non vorrei essere stato frainteso: nel post ho provato a mettermi dalla parte del gufo che si vede passare davanti una parata di esseri umani così contraddittori (cacciatori, dottori, curiosi ecc) e pensavo fosse evidente, anche se in parte sottointeso, il giudizio su chi sono i “buoni” e chi sono i “cattivi” tra gli uomini. ma se ho formulato male il paradosso mi spiace.
poi, il giorno in cui dirò a un bambino “stanno in gabbia perché la lipu vuole farli vedere alla gente” siete autorizzati a ricoverare anche me. però se avessi un figlio gli augurerei anche di rivedere quello stesso gufo, guarito, a zonzo per il parco, senza grate di mezzo, e in grado di scapparsene bello bello dal lupo con l’acquolina in bocca: vuoi mettere la soddisfazione? e non mi sembra che questo implichi un giudizio negativo su chi l’ha guarito.
chiudo: sono d’accordissimo con te che il rispetto della natura va sempre messo tra virgolette perché temo che anche solo cazzeggiando su internet stiamo inquinando. quindi, smettiamola di darci ragione ;)
ps: cosa significa il nome dell’associazione? l’ho cercato su google e non ho trovato tracce. mica vi mangiate una specie in via d’estinzione, vero? ;)
grazie per aver animato l’ambiente, a presto spero
-m

Anonimo ha detto...

Stavolta la domanda l'hai fatta. Sta per: Lega Italiana Protezione Uccelli.
Ciao, alla prossima

Anonimo ha detto...

Oh scusa, ho letto velocemente e stupidamente non ho colto che intendevi la nostra associazione, ho realizzato dopo l'impossibilità che su internet non ci fosse la LIPU.
In 2 parole, la mia associazione al momento ha 9 soci, giriamo il mondo, quando non lavoriamo, abbiamo una sorta di diario (su carta) che ci passiamo a seconda di chi è in viaggio e scriviamo proprio sulla natura che vediamo e sulle varie culture. Forse un giorno ci decideremo a cercare un editore ma al momento lo facciamo per uso personale.
Si chiama così perché in un viaggio in Cina abbiamo avuto la conferma che questa nazione li sfrutta in tutte le maniere possibili per far soldi, se non fosse per il business che ne ricava non le potrebbe fregare de meno dell'estinzione della specie(ovviamente anche lì ci sono eccezioni). Insomma manca solo che lo cucinino al forno per far soldi ed allora ci è venuto quel nome. Digitato, come hai fatto tu, la denominazione su google, visto che non dava risultato, abbiamo deciso. Al momento non ci interessa reclamizzarci, sbirciamo in giro ed ogni tanto lasciamo la nostra firma.
Sono state più di due parole.
Nel precedente mi sono pure dimenticato di firmarmi.
Associazione il panada è buono cucinato al forno