venerdì 24 settembre 2010

sette di sera

non capisco, ma in fondo non m’importa, perché molta gente se ne va dalla spiaggia presto per inseguire un aperitivo con la camicia pulita e il uaca uaca. io vorrei che al mare il tempo si fermasse proprio tra le sette e le otto di sera. che quell’atmosfera lì fosse per tutto il giorno. che quell’umore lì fosse per tutta la vita. guardo l’orizzonte e non me ne frega niente se non so nuotare, se mi sono scottato, se domani devo ripartire, se… me ne frega solo di quella luce lì.
(diobò, quante balle bisogna inventarsi quando non si sa ballare il uaca uaca)

2 commenti:

bruttegrassa ha detto...

Dillo a me che sono attaccata con unghie e denti (intrisi di terra rossa d'istria) all'ultimo raggio di sole. E, nella speranza di goderne ancora, temporeggio.Lo so che mi troverè a smontare l'armamentario da campeggiatrice sotto una pioggia torrenziale...
Mi piacciono i tuoi post
Uaca Uaca
Bruttegrassa

metiu (casalingo disperato) ha detto...

pensavo che il uaca uaca, per chi ha da poco superato il trauma della macarena, è stato davvero un brutto colpo.
ciao e grazie per il commento e la solidarietà post estiva!
-m