lunedì 11 maggio 2009

sfesteggiamenti

lunedì 5 giugno 2006. ore 20:55
mando queste poche righe per coloro che non hanno avuto il piacere di condividere con il dottor t. la gioiosa serata di sabato. l’amico ha selezionato con cura il ristorante dove festeggiare il sedicesimo e ultimo anno di università: milano, dintorni magrebini di piazzale lotto, “trattoria alla c.”. nessuna referenza sul locale. alle 21:30 varchiamo la soglia accolti dal titolare, f., sessant’enne di vibo valentia, già incazzato perché “la cucina chiude alle 22 (e relativa bestemmia)”. oltre a noi otto solo una coppia di perplessi anziani. di fronte al menù di specialità calabresi l’amico pi. domanda spiegazioni al maitre circa l’assenza della “mitica” anduia. la risposta è: “tu non capisci un cazzo”. poco prima delle ordinazioni g., collega di b., alterato dagli aperitivi si reca in bagno, minge e invece di tirare lo sciacquone apre una doccia sovrastante la turca. si ripresenta al tavolo completamente zuppo fingendo che non sia successo nulla. quindi ceniamo, senza infamia ma soprattutto senza lode. previsioni di spesa (secondo un sito che consiglia cucine decenti a buon mercato): 10 euro. totale reale: 25 euro - ma in effetti abbiamo ordinato l’impossibile. ben prima dei caffè il maitre ha già rassettato il locale, spento gran parte delle luci e abbassato quasi tutte le saracinesche: a questo punto l’amico pip. avanza l’ipotesi di un regolamento di conti proprio all’interno della trattoria. paghiamo rapidamente e riusciamo a metterci in salvo prima della probabile sparatoria. circa un'ora prima la coppia di anziani aveva lasciato il locale dopo aver pagato un modesto conto (leggi: riscatto). chiudiamo la serata in un locale semivuoto sui navigli. raggiunte le auto, l’amico pi. perde il ticket d’ingresso del parcheggio di porta genova ed è costretto a un estenuante corpo a corpo con l’egiziano alla cassa per riavere l’auto alla onesta cifra di 9 euro (l’equivalente di un fritto misto con contorno, mezzo litro di vino bianco velenoso, panna cotta, caffè e ammazzacaffè dal maitre di piazzale lotto).
una serata in linea con la carriera universitaria del festeggiato.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

azz metiu', la seconda parte con annesso scontrino smarrito l'avevo totalmente rimossa (e anche ora ho delle immagini molto sfuocate nel mio cervello, o in cio' che ne rimane, mi piacerebbe saperne di piu'..)

Comunque, grazie per riportare alla luce questi gloriosi momenti

Bacio alla sopressata

pi

nikita ha detto...

ma cos'è Metiù, hai rivisto un amico che non vedevi da molto tempo. hai fatto un trasloco e ti sono capitate in mano le foto di quando eri ragazzo ? non ti fai più "fregare" in trattoria? (ah, già ti fai fregare nei panifici ora)
in ogni caso ti rinnovo i miei complimenti sei divertente sia nel presente che nel passato!
nik

Anonimo ha detto...

Il ricordo più vivido che mi è rimasto impresso dalla festa di laurea di T. è l'urina, infuocata dal calabro peperoncino, che mi ha infiammato le vergogne per circa una settimana e le 92 Heiniken ordinate da P. al meridionale gestore.
Insomma una serata del cazzo.
Infiammato.

metiu (desperate houseboy) ha detto...

@ pi: anch'io sono sfuocato. mi salvo perché ogni tanto conservo le e-mail...
@ nik: la seconda che hai detto (trasloco di computer)
@ infiammato: "fire in the Sky"?

grazie a tutti per i contribuiti. a presto
-m