venerdì 2 ottobre 2009

approvazioni

mi capita di fare un lavoro per un cliente. come al solito, la consegna è urgentissima. faccio, spedisco e attendo il via libera per procedere con la versione approvata. com’è ovvio, la data oltre la quale, in assenza del lavoro finito e vistato, si sarebbe sciolto anche l’ultimo pezzo di polo sud e gesù sarebbe ridisceso sulla terra (ma stavolta incazzato), passa.
l’imprimatur non arriva. e io penso al documento che svolazza da una e-mail all’altra, sollecitando, con quel fastidioso punto esclamativo rosso, approvazioni sempre più in alto, sempre più in alto e ancora più in alto.
al decimo giorno dopo la “dead-line” (come dicono quelli bravi), constatato che il polo sud non c’ha ancora detto addio e di tre strani tizi carichi di doni a bordo di cammelli non si ha notizia, mi convinco che il lavoro non era poi così urgente. non mi capacito, invece, del perché un’azienda che si occupa di tecnologia debba far approvare una newsletter, oltre che dall’amministratore delegato, anche dal vaticano e da obama. poi scopro il vero intoppo: stanno attendendo l’ok dell’ex presidente e fondatore, defunto poco più di un anno fa. e il medium è a casa con l’influenza suina.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

come un tratto lasciato da uno "zerouno"
:"fine!".

metiu (desperate houseboy) ha detto...

caro anonimo, fammi un esempio usando come parametro le punte dei trapani che capisco meglio.
qua semo òmini deffatica ;)
grazie
-m