venerdì 24 gennaio 2014

michette, baffi e chiappe congelate. come non rimettersi in forma dopo le feste e accogliere con letizia l'atrofia


c'ho messo un po' ad accettarlo. quasi un mese, per la precisione. eppure, quel giorno durante le vacanze di natale mi sono quasi lussato una spalla affettando la pizza.
no, non era colpa della pasta, del forno o del pizzaiolo. è colpa dell'inerzia, il mio sport preferito.
passi per gli arti inferiori, che vantano la tonicità del pendolare, allenati allo scatto per conquistare un posto nell'unica carrozza riscaldata della “freccia delle risaie” e al salto per scavalcare le fisarmoniche dei giostrai, inseparabili compagni di viaggio tra le rotaie morsicate dalle nutrie.
ma la situazione degli arti superiori è drammatica: svitare la caffettiera mi dà il fiatone, e l'altro pomeriggio al parco mi sono prodotto un indurimento al bicipite lanciando il pane ai piccioni. per non parlare dei riflessi: la michetta, respinta dal piccione con un destro al volo, mi ha rotto una lente degli occhiali.
comunque lo sport, se non lo faccio, almeno lo seguo.
anzi, lo seguivo.
smisi dopo l'annullamento del gol in rovesciata di rummenigge in inter – glasgow rangers del 1984.
per il trauma mi crebbero anticipatamente i baffi: ero un bellissimo adolescente ma, tra il naso e il labbro superiore, setoloso come magnum p.i.
ora seguo solo lo slittino femminile, per via di quelle tutine aderenti sulle chiappe e di quei nomi tanto dolci e sexy delle azzurre in partenza per le olimpiadi invernali: innerhofer, kammerlander, sturmtruppen, hitler.

lunedì 16 dicembre 2013

pacchetti (disperati) che vorrei trovare sotto l'albero


un nuovo lavoro
un nuovo lavoro che, quando ne parli con gli amici, non sei più costretto a dire: “sarebbe anche divertente, se non fosse un ufficio”.

l'angolo
dice: “tieni duro che la ripresa è dietro l'angolo!”. resta da capire dove si trova 'sto cazzo di angolo.

lo smartbox
lo smartbox combinazione “serata gourmet” al ristorante “il dragone” con dudù servito come pier ugo (se hai fretta vai al minuto 7.15).

la delega
la delega a saltare a piè pari tutte le cene di natale con uffici, ex uffici, amici, ex amici, quelli dello yoga, quelli del treno, quelli del tram, quelli del running (per prendere il tram) e circoli ricreativi a cui non mi risulta di essermi mai iscritto.
nell'ultima settimana ho dovuto mangiare tre pizze natalizie in quattro giorni e adesso quando vado in bagno grido come elvis presley.

buone feste (disperate)

domenica 17 novembre 2013

abitare


guardavo fuori dal finestrino, col vago mal di testa di una giornata lunga.
ho pensato che passo ancora troppo tempo a costruire. affetti, lavoro, idee.
e con tutto questo costruire non ho mai imparato davvero ad abitare.  

lunedì 14 ottobre 2013

palmipedi, zucche vuote e altre gibollate d’autunno


l’uomo oca esiste. e scrive su questo blog.
confesso: almeno una volta all’anno, vado a sbattere contro un palo mentre parcheggio l’auto. è una tradizione che detesto ma rispetto, come tutte le tradizioni. quest’anno, per suggellare vent’anni di test non richiesti ai paraurti, la gibollata l’ho fatta tornando dalla fiera del salame d’oca, un classicone d’autunno.
la novità sta nel fatto che ho centrato un albero, invece di un palo. sono un uomo oca naturalmente portato all’innovazione.
con rabbia, ho mangiato crudo il conto del carrozziere, ma non prima di averlo farcito con l’affettato di palmipede. un ottimo antipasto, che ti consiglio. a seguire potresti impiattare un altro classicone d’autunno: il risotto con la zucca.
va da sé: se la zucca fosse la carrozza della favola di cenerentola, e io il nocchiere, uno striscio sulla fiancata glielo farei ben prima della mezzanotte.
insomma, l’autunno è così: un po’ vivace e un po’ grigio. mangi cose buone ma devi sbattere con la macchina contro gli alberi per far cadere le foglie.
e se hai nostalgia dell’estate e delle spiagge, niente paura: puoi sempre ballare a piedi nudi nella lettiera del gatto. che se l’ha appena fatta, la sabbietta è calduccia anche a novembre. 
per dire, io stasera sento il bisogno di mettere il cappellino alla rovescia, bere una gazzosa alla menta e far quattro salti nella lettiera con in cuffia roba giusta della mia generazione di grandissimi canela.
“io e te – ci basta di sapere che – se hai voglia di far festa – chiama 883” 
spettacolo.

mercoledì 18 settembre 2013

i consigli dello zio metiu


da qualche settimana tengo una rubrica su “confidenze”: si chiama “i consigli dello zio metiu”. la trovi tra la pagina della cartomante e la storia a puntate della fortunata relazione tra paolo limiti e la cagnolina floradora.
le lettrici mi scrivono ponendomi piccoli problemi pratici:

“metiu, ho macchiato la gonna con la colla per la dentiera. come faccio a tirarla nuova?”
- portala in tintoria. che cosa vuoi da me?
“ti scrivo da zia a zio: mio nipote è andato nudo in brasile a tirare i piedi a beyoncé. sono disperata”.
- sui voli low cost ormai fan salire proprio tutti. ai miei tempi avrebbe dovuto andarci in barca e gli sarebbe passata la voglia.
“metiu, broder, da quando m hanno tirato i piedi al koncerto di san paolo non riesko + a prendere sonno. ke kosa poxo fare? rispondimi t prego, sono disperatisssssima. kississimi, b81”.
- metti su un cd di beyoncé e vedi che dormi subito le tue belle nove ore.

il direttore si è lamentato del tono sbrigativo delle mie risposte. credo abbia anche fiutato che per farmi assegnare la rubrica ho scambiato il mio curriculum con quello di wilma de angelis.
per salvare il posto di lavoro ho proposto uno speciale-tarme. poi, messo alle strette, ho promesso di rivelare la ricetta del risotto barzotto (né crudo né cotto).
se non dovesse bastare, tornerò a vendere le rose.

piesse – segno dei tempi: io trovo che l'immagine sia terribile ma bellissima.
(e comprala 'sta rosa, taccagno!)


l'immagine, “the kiss, in the wrong place and time”, la trovi qui