giovedì 29 maggio 2014

bisogna innamorarsi del nuovo


innanzitutto, CIAO E GRAZIE a te che sei passata/o di qua, una volta o cento volte.
volevo dirti che, dopo sei anni, questo pozzo è esaurito e io parto in cerca di nuova acqua.
per il futuro non faccio programmi. magari tuitter, magari un altro blog. oppure niente, purché sia un niente frequentato da gente simpatica e che mi permetta di tenere cervello, cuore e culo in bicicletta.
di certo passerò a salutarti e a sbirciare le tue storie.
per me prendo solo un impegno: vedere ogni anno almeno un posto dove non sono mai stato, come suggerisce il dalai lama.
"bisogna innamorarsi del nuovo" (cit).

martedì 1 aprile 2014

precisi segnali che la primavera è ormai giunta


amica, amico,
appollaiati sulla scrivania come l’usignolo tra le gemme e declama con voce sicura il post che segue, lasciandoti accompagnare da questa melodia tra gli indizi di primavera.
il tuo capo ti caccerà, ma il tuo corpo ti ringrazierà.

il risveglio
messi alle spalle i rigori di un lungo inverno, gli orsi bruni e la cantante dei jalisse escono dal letargo.

dolci brezze
i piloti della moto gp tolgono il casco integrale e indossano il caschetto di raffaella carrà.

botanica
chiudono le serre, aprono le patte.

botanica bis
la brina lascia il posto alla prima rugiada sulle foglie e sotto alle ascelle.

animalìe
si schiudono le uova dei camilleri e le tartarughe pubblicano un nuovo libro (o è il contrario?)

animalìe bis
al calare della sera, il cincillà si accoppia svelto con i nuovi capelli di antonio conte.

copriti, pirla
se il tizio di fronte a me in tram esce in maglietta e senza calze con il fresco sole di fine marzo, a luglio indosserà una foglia di fico?

l’ormone non è un’opinione
se la tizia di fronte a me in tram esce in canottiera con il fresco sole di fine marzo, a luglio sarò già diventato cieco?

primizie di stagione
alla toilette del cinema, il tale che ha urinato prima di me aveva mangiato asparagi.

atleti indomiti rifioriscono
alle due di sabato notte le lancette degli orologi sono state spostate avanti di un’ora. purtroppo, si trattava proprio dell’ora in cui avevo programmato di fare jogging.
sarà per la prossima primavera.

lunedì 3 marzo 2014

scrivanie disperate. astenersi forconi


dopo aver concesso l’intervista all’amico cervellobacato, sono stato sommerso di proposte per cambiare lavoro. ma mi sono arrivate offerte che non accetterebbe nemmeno uno dei forconi. per alzare il livello delle trattative e agevolare i contatti, copincollo qui sotto il mio profilo linkedin.

esperienze professionali:
1975 – present (39 years)
founder, chairman, president
microsoft

altri impieghi attuali:
assistente alla poltrona di casa

in precedenza:
citofonatore junior per la “testimoni di geova spa”
project manager in stimmatizzazione per la “padre pio srl”
allargatore con expertise di scarpe strette

volontariato e beneficenza:
ho adottato a distanza pernilla, un’orfana svedese di 23 anni distribuiti su 177 centimetri di altezza, che conto di sposare entro l’anno

conoscenze linguistiche:
ottima conoscenza dello svizzero ticinese

conoscenze informatiche:
uso delle principali applicazioni in ambiente windows e macintosh. ampia dimestichezza con i principali social media. microchippato sotto pelle dagli alieni

formazione:
zoff, gentile, cabrini, oriali, collovati, scirea, conti, tardelli, rossi, antognoni, graziani

onorificenze:
cavaliere del lavoro e dello zodiaco
terzo classificato allo zecchino d’oro 1980 con il brano “e io tra di voi
premio activia 2011 per la regolarità intestinale

titoli nobiliari:
marchese delle schiscette

interessi:
- gastroenterologia: nel dicembre del 2005 sono stato al pronto soccorso perché, dopo aver mangiato il riso al nero di seppia, mi sono spaventato per il colore delle feci.
- running: nel 2014 conto di partecipare alla mia prima e ultima mezza maratona; lascio i proventi dei diritti d’autore del blog al gastroenterologo che mi dimise senza compatirmi più di tanto nel dicembre del 2005.

autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del dlgs* 196 del 30 giugno 2003.

*se indovini che cosa significa “dlgs” vinci due biglietti per la serata-reading “metiu legge il decreto legislativo 196/2003” al teatro franco parenti di milano. seguirà cocktail al nero di seppia.
(réservez s’il-vous-plaît)

mercoledì 19 febbraio 2014

conversazione


si dice che da vicino nessuno è normale. ecco, cervellobacato è uno che non è normale nemmeno da lontano. lo seguo da un po' perché mi piace chi schiaccia il pedale sulla fantasia.
ci siamo incrociati nella rete, una rete piena di pesci che entrano ed escono quando gli pare, lui prendendo l'onda con lo snowboard (che hai voglia a spiegargli che non è un surf), io galleggiando su una botte di citrosodina.
ed è saltata fuori questa conversazione.

lunedì 10 febbraio 2014

se non dormo, mordo (il prosciutto)


il mio nuovo vicino di casa ha un cane che “certe notti fa un po’ di cagnara”, roba da castrare il suo padrone, ma senza anestesia. l'alternativa è farlo sfogare con alfredo, il mio gatto.
una di queste sere gli parlo: “alfredo, siediti un momento. è meglio che lo pigli in culo tu stasera, o che non dormo io tutto la vita?”.
quando parte l’ululato del cerbero condominiale, mi sveglio e il sonno se ne va’.
di solito accendo la tivù per ingannare la sinfonia.
ma il panorama dal piccolo schermo è desolante: il tamburello su raisport, l'899 “ascolta e godi” su telecity e le repliche di bonolis che mi braccano da diverse frequenze.
rischio di comprare un comò su telemarket, poi trovo rifugio su rainews.
primo servizio: indagato per tangenti, il direttore dell'agenzia spaziale italiana tenta la fuga. i carabinieri lo arrestano al confine con marte.
seconda notizia: il cadavere di una donna uccisa a milano trasportato fino a venezia in una valigia. pensa se non avessero inventato il trolley. avviso di garanzia al signor samsonite.
la cronaca, peraltro, mi fa venire una fame frenetica, specie la notte.
allora mi alzo, agguanto dei resti di pane e li abbino con del cioccolato al gianduia.
poi finisco delle patate arrosto avanzate a cena.
seguono alcune fette di prosciutto.
il tutto annaffiato dal suo bel chinotto san pellegrino.
caffè.
coperto (2 euro, e non c’è nemmeno la tovaglia di stoffa, dico).
sigla finale del tiggì delle tre.
coperta.
se stanotte la belva dietro la parete ulula di nuovo, e alfredo proprio non se la sente, tiro fuori il mio sassofono e rispondo a tono.

venerdì 24 gennaio 2014

michette, baffi e chiappe congelate. come non rimettersi in forma dopo le feste e accogliere con letizia l'atrofia


c'ho messo un po' ad accettarlo. quasi un mese, per la precisione. eppure, quel giorno durante le vacanze di natale mi sono quasi lussato una spalla affettando la pizza.
no, non era colpa della pasta, del forno o del pizzaiolo. è colpa dell'inerzia, il mio sport preferito.
passi per gli arti inferiori, che vantano la tonicità del pendolare, allenati allo scatto per conquistare un posto nell'unica carrozza riscaldata della “freccia delle risaie” e al salto per scavalcare le fisarmoniche dei giostrai, inseparabili compagni di viaggio tra le rotaie morsicate dalle nutrie.
ma la situazione degli arti superiori è drammatica: svitare la caffettiera mi dà il fiatone, e l'altro pomeriggio al parco mi sono prodotto un indurimento al bicipite lanciando il pane ai piccioni. per non parlare dei riflessi: la michetta, respinta dal piccione con un destro al volo, mi ha rotto una lente degli occhiali.
comunque lo sport, se non lo faccio, almeno lo seguo.
anzi, lo seguivo.
smisi dopo l'annullamento del gol in rovesciata di rummenigge in inter – glasgow rangers del 1984.
per il trauma mi crebbero anticipatamente i baffi: ero un bellissimo adolescente ma, tra il naso e il labbro superiore, setoloso come magnum p.i.
ora seguo solo lo slittino femminile, per via di quelle tutine aderenti sulle chiappe e di quei nomi tanto dolci e sexy delle azzurre in partenza per le olimpiadi invernali: innerhofer, kammerlander, sturmtruppen, hitler.

lunedì 16 dicembre 2013

pacchetti (disperati) che vorrei trovare sotto l'albero


un nuovo lavoro
un nuovo lavoro che, quando ne parli con gli amici, non sei più costretto a dire: “sarebbe anche divertente, se non fosse un ufficio”.

l'angolo
dice: “tieni duro che la ripresa è dietro l'angolo!”. resta da capire dove si trova 'sto cazzo di angolo.

lo smartbox
lo smartbox combinazione “serata gourmet” al ristorante “il dragone” con dudù servito come pier ugo (se hai fretta vai al minuto 7.15).

la delega
la delega a saltare a piè pari tutte le cene di natale con uffici, ex uffici, amici, ex amici, quelli dello yoga, quelli del treno, quelli del tram, quelli del running (per prendere il tram) e circoli ricreativi a cui non mi risulta di essermi mai iscritto.
nell'ultima settimana ho dovuto mangiare tre pizze natalizie in quattro giorni e adesso quando vado in bagno grido come elvis presley.

buone feste (disperate)

domenica 17 novembre 2013

abitare


guardavo fuori dal finestrino, col vago mal di testa di una giornata lunga.
ho pensato che passo ancora troppo tempo a costruire. affetti, lavoro, idee.
e con tutto questo costruire non ho mai imparato davvero ad abitare.  

lunedì 14 ottobre 2013

palmipedi, zucche vuote e altre gibollate d’autunno


l’uomo oca esiste. e scrive su questo blog.
confesso: almeno una volta all’anno, vado a sbattere contro un palo mentre parcheggio l’auto. è una tradizione che detesto ma rispetto, come tutte le tradizioni. quest’anno, per suggellare vent’anni di test non richiesti ai paraurti, la gibollata l’ho fatta tornando dalla fiera del salame d’oca, un classicone d’autunno.
la novità sta nel fatto che ho centrato un albero, invece di un palo. sono un uomo oca naturalmente portato all’innovazione.
con rabbia, ho mangiato crudo il conto del carrozziere, ma non prima di averlo farcito con l’affettato di palmipede. un ottimo antipasto, che ti consiglio. a seguire potresti impiattare un altro classicone d’autunno: il risotto con la zucca.
va da sé: se la zucca fosse la carrozza della favola di cenerentola, e io il nocchiere, uno striscio sulla fiancata glielo farei ben prima della mezzanotte.
insomma, l’autunno è così: un po’ vivace e un po’ grigio. mangi cose buone ma devi sbattere con la macchina contro gli alberi per far cadere le foglie.
e se hai nostalgia dell’estate e delle spiagge, niente paura: puoi sempre ballare a piedi nudi nella lettiera del gatto. che se l’ha appena fatta, la sabbietta è calduccia anche a novembre. 
per dire, io stasera sento il bisogno di mettere il cappellino alla rovescia, bere una gazzosa alla menta e far quattro salti nella lettiera con in cuffia roba giusta della mia generazione di grandissimi canela.
“io e te – ci basta di sapere che – se hai voglia di far festa – chiama 883” 
spettacolo.

mercoledì 18 settembre 2013

i consigli dello zio metiu


da qualche settimana tengo una rubrica su “confidenze”: si chiama “i consigli dello zio metiu”. la trovi tra la pagina della cartomante e la storia a puntate della fortunata relazione tra paolo limiti e la cagnolina floradora.
le lettrici mi scrivono ponendomi piccoli problemi pratici:

“metiu, ho macchiato la gonna con la colla per la dentiera. come faccio a tirarla nuova?”
- portala in tintoria. che cosa vuoi da me?
“ti scrivo da zia a zio: mio nipote è andato nudo in brasile a tirare i piedi a beyoncé. sono disperata”.
- sui voli low cost ormai fan salire proprio tutti. ai miei tempi avrebbe dovuto andarci in barca e gli sarebbe passata la voglia.
“metiu, broder, da quando m hanno tirato i piedi al koncerto di san paolo non riesko + a prendere sonno. ke kosa poxo fare? rispondimi t prego, sono disperatisssssima. kississimi, b81”.
- metti su un cd di beyoncé e vedi che dormi subito le tue belle nove ore.

il direttore si è lamentato del tono sbrigativo delle mie risposte. credo abbia anche fiutato che per farmi assegnare la rubrica ho scambiato il mio curriculum con quello di wilma de angelis.
per salvare il posto di lavoro ho proposto uno speciale-tarme. poi, messo alle strette, ho promesso di rivelare la ricetta del risotto barzotto (né crudo né cotto).
se non dovesse bastare, tornerò a vendere le rose.

piesse – segno dei tempi: io trovo che l'immagine sia terribile ma bellissima.
(e comprala 'sta rosa, taccagno!)


l'immagine, “the kiss, in the wrong place and time”, la trovi qui

martedì 27 agosto 2013

tarma batte casalingo due buchi a zero


nella giungla padana, a ogni ritorno dalle vacanze mi attende un corpo a corpo con un insetto aggressivo come mike tyson ubriaco.
qualche anno fa dovetti soccombere alla “zanzara immortale delle risaie”, l’unico esemplare al mondo capace di sfilarti di mano l’autan e spruzzartelo in faccia (ne ha parlato anche piero angela in una puntata di superquark – speciale amazzonia & navigli). 
dopo quattro anni, quell’essere mitologico alberga ancora sotto le mie lenzuola. alla fine ci siamo accordati per la formula bed & breakfast: la zanza mi versa un fisso in cambio di notte e colazione (a base di sangue, il mio).
ora temo che lo zoo si sia arricchito con la presenza di una tarma. sì, nel cassetto ho trovato la mia maglietta preferita – comprata al concerto dei ricchi e poveri – bucata in due diversi punti.
tarma e sangue freddo: m’han detto che i buchi sulla t-shirt vanno di moda; e se mi perfora per benino anche le mutande, magari torna comodo per accelerare le operazioni alla tualèt.
ma in generale non amo condividere i cassetti con tarme che non conosco.
allora chiedo all’entomologa/o che c’è in te: che cosa devo fare? dare fuoco all’armadio? nel caso, poi hai un canadair antincendio da prestarmi? occupare militarmente i cassetti spruzzando gas nervino siriano? bucare i vestitini delle tarmine per ripicca? cantare “tarma chameleon” vestito come boy george sperando abbia una valenza insetticida?
boh.
you come and go, you come and go. 

domenica 11 agosto 2013

sono momentaneamente assente





lascia un messaggio dopo il segnale acustico: sarai richiamato appena possibile. 
sempre che riesca a trovare una cabina telefonica.

giovedì 25 luglio 2013

sul balcone



definizione, tre lettere: nella tastiera del computer si trova sopra al tasto “canc”.
il babbo, seduto sul balcone di una breve villeggiatura lontana dalla calura, chiede l’aiuto del pubblico.
“il tasto è ins, papà. i-enne-esse: proprio così”.
“la settimana enigmistica” la dovrebbero dare in abbonamento vitalizio quando consegni le carte all’inps, per quanto tempo inganna. lo stesso tempo che la mamma aggira spignattando. 
sul balcone ci sono anch’io: ed è sempre bello stare in alto, per me nato al pian terreno. 
sono lì, a passare una giornata nella pancia della balena, come non ne passo da un bel po’.
mentre avvito un ombrellone che placa il sole dei mille metri, mi vien da sorridere pensando a un ottantenne alle prese con “canc” e “ins”. quasi subito, il sorriso s’incrocia con la riconoscenza per quella idea di vita che mi è stata trasmessa. un’idea fatta di onesta quotidianità. un’idea “che lascia una scia”, come dice la canzone. un’idea alla quale ho aggiunto una sola altra idea: non dare niente per scontato.
di là dalla finestra, una radio dice che da qualche parte sta nascendo un figlio di una principessa e, da un’altra parte, un papa argentino dice una messa per migliaia di brasiliani nel santuario nacional di nossa senhora da conceição aparecida (detto zico?), che sembra la finale della coppa america.
io sto qua sul balcone a praticare la riconoscenza.
per il passato e per il presente.
per dirla con l’informatica: ai computer invidio la capacità di archiviare il passato senza perdere nulla; io, che vivo il presente come un disco sempre vuoto da riempire.
l’archivio. e poi “canc” e “ins”. e, perché no, un po’ di “control”.
ma il mio tasto preferito è “start”.  

venerdì 5 luglio 2013

supposte settimanali (alcune voluminose)


crisi: come negli anni settanta quattro milioni di italiani faranno le vacanze in tenda. posto macchina gratuito nei campeggi per chi si presenta in fiat 127.

al concerto di londra bruce springsteen ha ballato “dancing in the dark” con la madre 88enne. alla fine dell’esibizione la donna ha lanciato ai fan un plettro a forma di dentiera.

annunciata una nuova reunion dei take that, ma senza robbie williams impegnato come controfigura nel nuovo film d’azione di platinette.

santo subito – svelato il secondo miracolo di karol wojtyla: per trent’anni è riuscito a non fare arrestare i vertici della banca del vaticano.

prosegue la linea sobria di papa bergoglio: per la prossima pasqua gesù sarà crocifisso sul monte calvario e non più, come di consueto, sul monte dei paschi.

questo post non è un granché, lo so.
ne ho in serbo uno migliore in memoria di nelson mandela. ma è fermo in “bozze” da quindici giorni. 

giovedì 27 giugno 2013

altari disperati – come abbandonare un matrimonio in bicicletta senza dare nell’occhio e senza far risentire le zie anziane (inserto da staccare*)


a testa alta e ascella bassa affronto la bella stagione. bella sì, ma disseminata d’insidie.
tipo i matrimoni dei cugini: il più recente l’ho subìto settimana scorsa.
ti eviterei la tiritera che devo gestire in questi casi, così come tutti i ganassa che si presentano all’appuntamento con gli orridi lanci di riso senza passeggini da spingere e mano nella mano con la donna invisibile.
te la eviterei, appunto. ma visto che sei venuto qui senza essere obbligato, te la becchi: “dove hai lasciato la morosa?”, “e tu quando ti sposi?”, “fammi vedere come stai con in braccio il cuginetto”.
è bene saperlo: la prova-zie dura poco. e a ogni matrimonio è sempre più breve, che piano piano si perdono d’animo anche loro, seppur apparentemente indistruttibili come le prime fiat panda.
e poi mandarle a quel paese non è bello.
per questo io sorrido, sorrido sempre. elargisco destabilizzante serenità.
con le amiche della sposa m’invento di essere un giovane vedovo. raccolgo attestati di solidarietà e spesso il numero di cellulare.
se sono in forma riesco a battermela prima del dolce, adducendo improvvisi impegni di lavoro, proprio mentre un gruppo di facinorosi della bassa padana con ossessioni para-sudamericane si contorce sulle note di “una mano en la cabeza”.
pochi metri più in là una selezione di commesse su tacchi pericolanti, mista a gagà appassiti con la cravatta annodata in testa, abbozza un trenino.
e io, fermo come un passaggio a livello guasto, sorrido. pronto alla fuga.
la locomotiva accelera, i vagoni aumentano.
è il momento giusto.
mi congedo rapidamente – dal neonato bavoso, dai patriarchi bavosi, perfino dal padrone della melunera dove si è ovviamente mangiato da schifo – e sono libero.
al che sento alle mie spalle: “sei in moto? mi dai un passaggio?”
“no, sono in bici”, rispondo.
l’amica della testimone mi guarda con sospetto, manco fossi un passaggio a livello guasto.
“dai, che cosa cambia?”, le faccio. “sali sulla canna e andiamo: fazzoletto al collo, lo sguardo incazzato, per me una birra media, per te un gelato. anzi no, io prendo una minerale che la birra mi fa venire il reflusso”.
in giro per il mondo come sopra un razzo, anche se poi abbiamo fatto il giro del palazzo – ribatte. – per il reflusso conosco delle pastiglie che fanno miracoli”.
apperò.
potrei fingere di redimermi, almeno per partecipare al mio addio al celibato.


*con tre euro in più sul prezzo di copertina ti porti a casa anche il cappello di paglia per l’estate, il braccialetto anti vomito da usare sull’aereo di ritorno da ibiza e la raccolta dei grandi successi di jovanotti cantati a spaccagola da me al concerto di san siro (#metiuneglistadi) 

martedì 11 giugno 2013

liberi indizi d’estate


al cinema senza fare la coda
un mappamondo al posto del navigatore
la bella ragazza preferisce il chinotto al mojito
la superbici tirata a cannone chiede solo di essere pedalata
una cascata di bassi dà appuntamento allo stadio
il suono delle posate dalle finestre spalancate
la prima camicia dell’anno con ascella firmata
la bottiglia di bianco mascalzone occhieggia fresca dal frigo
la mia nonna alle 18.30 si affacciava alla finestra
odo augelli far festa
le bandiere per il 2 giugno
libero senza calze e senza punteggiatura mando a cagare l’inverno più lungo

venerdì 24 maggio 2013

no gas, no post


alcuni motivi per cui sto scrivendo poco:

ti invito a sollevare verticalmente la tastiera del computer e a picchiettarla sulla scrivania. apprezza quindi il profluvio di immondizie che ne discenderà.
fino a quando non passa la derattizzazione, io le mani su ‘sta roba non le rimetto.

potrei aggiornare il blog dal cellulare, dici? devo deluderti: possiedo un telefonino sottratto indebitamente al museo della scienza e della tecnica “leonardo da vinci” di milano.

di giorno muoio di sonno, altro che scrivere post.
infatti, visti i recenti episodi di cronaca, sto prendendo lezioni notturne di autodifesa per corrispondenza (sciabola, machete e piccone: scuola radioelettra).
♪♪ e le gran dame a corte m’invidiano perché anche nel duello l’eleganza c’è ♪♪

e poi si sa, molti post sono figli del mal di pancia. io da qualche tempo m’incazzo di meno, e di meno scrivo: lontani i giorni livorosi in cui mi scattarono questa bella foto davanti alla toilette occupata.
tutto merito del “no gas giuliani”. 

venerdì 10 maggio 2013

solo come il bosone di higgs: una storia vera di pioggia, calze e molto muco


ho il raffreddore.
questa mattina lo specchio riflette una cera giallo-grigia degna della mummia di kim-jong-li, il leader coreano imbalsamato nel 2011.
(starnuto).
potrei sfruttare il bel ittero asiatico per fare la guest star alla festa della samsung. oppure puntare i missili verso la mia capa. o mangiare l’amato volpino della sua nipotina con riso bollito e, esageriamo, salsa di rafano.
(starnuto e scarnoffiata abbondante).
porto in dote tutto questo muco perché lunedì mattina ho lavorato a piedi scalzi. no, non sono michael franti che non mette le scarpe dal 2000 (un grande). più semplicemente sono stato alluvionato nel tragitto dal tram all’ufficio: trecento metri di corsa sotto uno tsunami alla milanese, di quelli che l’ombrellino – omaggio della farmacia ai clienti con fidelity card citrosodina – ti tiene asciutta giusto la parrucca.
risultato: calze e pantaloni da strizzare e scarpe infangate come il piccolo fiammiferaio. 
per fortuna, in ufficio certi giorni sono solo come il bosone di higgs. e così è andata lunedì.
(starnuto con sibilo).
non ti dico lo svacco: alle undici e trenta ho fatto pausa passeggiando intorno al server a piedi nudi, l’aria da ribaldo, i calzoni arrotolati alla zuava, il caffè nella sinistra, la brioscia nella destra, fischiettando “singhin in de rein”.
(doppio starnuto a mitraglietta con lacrimata).
(e fazzolettini finiti).
(imprecazione robusta).
(non ho ancora svuotato la lavatrice di lunedì: in supplenza dei fazzolettini potrei usare una calza umidiccia).

piesse: non scrivevo post da un po’. d’altra parte mica mi pagano. e poi i festeggiamenti per i cinque anni del blog si sono protratti per due settimane tipo matrimonio tribale africano (nella foto sono quello con le all star).  

mercoledì 24 aprile 2013

donne, du du du


ai tempi del liceo bazzicavo un’aspirante parrucchiera, espertissima di politica. si sa, tutti quelli che avrebbero saputo come governare il paese, purtroppo, sono stati impegnati a tagliare i capelli o a guidare il taxi. ora scrivono su facebook.

poi ho avuto il classico colpo di culo con una specie di modella olandese, io, alto poco più di albano. riuscii a limonarla una sera ad amsterdam, seduti al bancone di un coffee shop.
mi lasciò quando le confessai che per salire sullo sgabello avevo dovuto prendere la rincorsa. 

quindi all’università c’è stata quella patita d’informatica, una ragazza piuttosto fredda. alla fine di ogni rapporto mi diceva: “è possibile rimuovere l’hardware”.

per ora la finisco qua così diventa un serial. e poi si è finalmente liberato il bagno: un ottimo modo per festeggiare i cinque anni di questo blog, compiuti ieri, ma a quanto pare me ne sono accorto oggi. 

venerdì 12 aprile 2013

la settimana in dieci comode suppostine


austerity al salone del mobile di milano: il taglio del nastro inaugurale affidato al fattorino peruviano di mondo convenienza.

scala le classifiche il nuovo singolo dei modà: “se si potesse non morire” ci toccherebbe ascoltarli per sempre. piuttosto mi getto sotto un treno come anna karenina.

ricerca: spopolano su twitter le donne del cancro. hanno 140 caratteri nel dna.

emergenza carne equina – nelle sale il nuovo film di robert redford “l’uomo che sussurrava alle polpette dell’ikea”.

la scomparsa della tatcher. la lady di ferro ha chiesto di essere cromata.

la scomparsa della tatcher. marx non sta più nella tomba: “se la pijo la cromo”.

russia, è ufficiale: l'abuso di incenso fa lo stesso effetto degli acidi.

trovato a casa di bettega uno chagall rubato. agnelli: quadro vinto sul campo. moratti chiede al louvre la restituzione della gioconda.

da questa settimana puoi seguirmi anche su facecul, ma non seguirmi quando sono in macchina perché son più le volte che mi perdo.

piesse: è inutile che ti versi un bicchiere d’acqua per mandarle giù. ho detto sup-po-sti-ne.